
Un discorso umile, non scritto, pieno di sinceri ringraziamenti ai vari organi istituzionali, durante il quale il Comandante Falferi ha sottolineato la necessità di riportare ogni successo ottenuto in questi anni a un successo dell’arma e non della persona: “Il mio ruolo va interpretato in modo sobrio, lontano dai facili protagonismi. Bisogna lavorare più che rilasciare dichiarazioni; credo che l’istituzione debba avere il sopravvento sulla singola persona. Il Comandante rappresenta l’istituzione e non se stesso e solo in questo modo può essere efficace“.
E conclude: “Io spero vivamente che questa terra abbia la forza e il coraggio di crescere e migliorarsi. Il contrasto alla criminalità organizzata è essenziale, credo che il cammino sia lungo e ci sia la necessità di ritrovare un vero senso civico. Bisogna istillare in tutti quanti l’esigenza di ricordarsi il senso civico e di responsabilità che si ha verso gli altri. Sono assolutamente convinto che la ndrangheta si riuscirà a sconfiggere nel momento in cui la comunità ritroverà il senso dell’appartenenza civica a questa comunità. A quel punto la ndrangheta non avrà più terreno fertile e dovrà estinguersi necessariamente. In questo percorso di crescita sociale noi saremo al fianco di queste terre ma dev’essere un impegno corale che non può essere demandato a nessun altro”.
