
L’agricoltura bio rispetta l’intero ecosistema agricolo, sfruttando la naturale fertilità del suolo, favorendo la biodiversità dell’ambiente in cui opera e limitando o escludendo l’utilizzo di prodotti di sintesi e degli organismi geneticamente modificati (OGM). E’ quindi un metodo di coltivazione (e di allevamento) che ammette solo l’impiego di sostanze naturali, escludendo l’utilizzo di derivati di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi).
L’Almadà vuole esprimere un concetto innovativo: la sua filosofia non è incentrata sul profitto economico, ma sulla cultura del benessere e sull’importanza di un’alimentazione basata su alimenti biologici, sani e nutrienti. Un esempio? Spesso il mais utilizzato nelle preparazioni è OGM, il riso ricco di arsenico: all’Almadà sono impiegati mais e riso derivanti da coltivazioni biologiche, rigorosamente Made in Italy. Bandito l’olio di palma per la frittura: utilizzato solo quello di girasole alto oleico.
Chi è celiaco lo sa bene: è molto difficile potere trovare un luogo dove poter consumare un pasto in tutta tranquillità, senza preoccuparsi di contaminazioni di altri cereali, di ingredienti non ben specificati o addirittura di dubbia provenienza. L’Almadà, sito in via de Nava 124, propone ogni giorno un menù diverso (dovuto alla peculiare reperibilità delle verdure bio) e quindi una vasta scelta per tutte le tasche e con alimenti di ottima digeribilità, tra cui fritture di pesce, lasagna (tradizionale, con pesto di rucola e mandorle e altro ancora), arancini al metro, tavola calda (parmigiana, tortino di zucca, torte salate di verdure, ecc. ecc.) e, dulcis in fundo, una vasta gamma di dolci bio senza glutine, senza lattosio e con uova bio (muffin, torta di carote e mele e così via), il tutto accompagnato da vino, birra e bevande gassate bio. Non è solo un take away (le pietanze sono ottime da portare a casa o in ufficio), ma è anche un accogliente luogo di ritrovo interamente realizzato da artigiani, con materiali di recupero e pienamente eco-sostenibili.
Cos’altro dire? Intolleranti, fatevi avanti!
