
Con un messaggio, quello del perdono, che ha fatto da filo conduttore di tutto il racconto, nel quale si narra la storia di Giuseppe, interpretato da un sorprendente Valerio Rositano, che nella vita fa il pizzaiolo, e che veste i panni di un giovane ebreo, intelligente e sognatore, il quale suscita così tanta invidia nei fratelli, che questi decideranno di venderlo come schiavo. Ma Giuseppe si salva e dopo una serie di peripezie si ritrova in Egitto dove, grazie alla sua dote, ovvero quella di saper interpretare i sogni, diventa addirittura viceré del faraone e sposa la bella e dolce figlia di un importante uomo del regno, interpretata dalla bravissima ed emozionante Iole Foti. Alla fine Giuseppe, che medita vendetta nei confronti dei suoi fratelli, decide di perdonarli e li accoglie nella sua ricca casa proprio nel momento in cui una carestia li aveva colpiti.
Dallo spettacolo, un musical in due atti scritto da Pietro Castellacci e musicato da Giampaolo Belardinelli, è emerso tutto il lavoro che i membri dell’Associazione Terzo Millennio, la quale vanta oltre cento soci, hanno svolto per riuscire a portare in scena uno spettacolo degno di un palcoscenico come quello del Cilea, che come ha sottolineato il presidente Luppino: “Era il nostro sogno e siamo riusciti a realizzarlo“. L’emozione, palpabile tra il pubblico, ma anche tra gli stessi attori, ha accompagnato la platea dall’inizio alla fine. Come ha precisato infine Francesco Luppino, tutto il ricavato dello spettacolo, oltre a coprire i costi della serata, sarà devoluto in beneficenza, e in particolare a una coppia di coniugi che da anni ha creato una sorta di “famiglia allargata”, prendendo in affido e in adozione diversi bambini di tutte le età.
