
Praticamente a Reggio “tutti” si chiamano “Peppe”: Buon Onomastico al Sindaco, Giuseppe Falcomatà, ma anche all’ex Sindaco, Giuseppe Scopelliti. Buon compleanno al Presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, ma anche all’ex Presidente della Provincia, Giuseppe Morabito.
Buon onomastico al Sostituto Procuratore della DDA Giuseppe Lombardo, all’Arcivescovo Giuseppe Fiorini Morosini, all’Assessore alle Politiche Sociali del Comune Giuseppe Marino, e all’ex Assessore allo Sport Giuseppe Agliano. Si chiama così anche il Sindaco del Comune più importante della Provincia, Gioia Tauro: Giuseppe Pedà. E c’è anche il Presidente del Parco Nazionale d’Aspromonte: Giuseppe Bombino.
Osservate la fotografia sulla destra: è di un paio di anni fa. A sinistra il Presidente della Provincia Giuseppe Raffa, a destra l’Arcivescovo Giuseppe Fiorini Morosini, nel mezzo il Commissario Prefettizio. Già: la stagione di Giuseppe Scopelliti era già finita, quella di Giuseppe Falcomatà ancora non era iniziata. Il Governo di Giusepp … scusate, di Mario Monti aveva commissariato il Comune, e il Commissario Prefettizio che in più occasioni rappresentava la città guidandola in quel periodo era il dott. Castaldo. Ovviamente Giuseppe Castaldo. La gente non lo ricorda con particolare trasporto, ma oggi facciamo gli auguri anche a lui.
Guardate che è una cosa incredibile: su scala Nazionale, la proporzione è abbastanza diretta. Il Presidente della Repubblica Mattarella si chiamerebbe Giuseppe, il suo predecessore Napolitano pure. Il Presidente del Consiglio Renzi si chiamerebbe Giuseppe, il suo più grande e recente “ex” Berlusconi pure. Persino Bergoglio sarebbe Papa Giuseppe, altro che “Francesco“, o i vari “Matteo“, “Sergio“, “Silvio” o “Giorgio“.
Se a Reggio vi investe uno all’incrocio, la probabilità che si chiami Giuseppe è elevatissima. E non perchè tutti i Giuseppe guidano male, ma perchè “tutti” si chiamano Peppe.
Viene il dubbio che in realtà non si chiami così anche il Presidente della Reggina, Lillo Foti, che però all’anagrafe risulta Pasquale. Ci dev’essere qualcosa di strano. Nel dubbio gli auguri li facciamo pure a lui, anche se apparentemente non c’entra proprio niente. Certamente gli toccano a Giuseppe Ranieri, amministratore delegato del club.
Rimanendo in ambito sportivo, non si può dimenticare il portiere reggino Giuseppe Pellicanò, estremo difensore di molte squadre di serie A e B tra gli anni ’70 e ’80. Era un grande para-rigori, addirittura in serie B nel 1982/1983 ne parò 12 su 13 quando difendeva la porta dell’Arezzo. Sempre con l’Arezzo nella stagione 1984/1985, durante la partita di Cagliari abbandonò i pali subendo un gol a porta vuota per soccorrere un avversario che stava soffocando per aver ingerito una gomma da masticare durante la gara. Il portiere reggino gli salvò la vita. In serie A, nel campionato 1988/1989 durante un Fiorentina-Hellas Verona, si ritrovo l’attaccante avversario Caniggia lanciato in contropiede da solo verso la sua porta. Pellicanò uscì dai pali camminando disinvolto e urlando all’attaccante avversario che era stato fischiato fuorigioco: l’attaccante ci cascò e interruppe l’azione graziando il portiere che a quel punto si fiondò sul pallone facendolo suo. Pillole che solo un Giuseppe reggino…
Insomma, dalla Grande Reggio alla Città Metropolitana, dal Lungomare al Tapis Roulant, Reggio deve praticamente tutto ai vari sindaci “Giuseppe” che si sono succeduti nel corso della sua storia. Ma i “Giuseppe” reggini noti non sono solo politici e sportivi.
Un altro famoso “Giuseppe” reggino fu il poeta Giuseppe Morabito, nato nel 1900 e morto a Messina nel 1997. Famoso in tutto il mondo per i suoi componimenti poetici in latino, allievo di Alfredo Bartoli, nel 1954 ha ottenuto la medaglia d’oro al Certamen Hoeufftianum, il prestigioso concorso di poesia latina bandito dall’Accademia Reale delle Arti e delle Scienze dei Paesi Bassi. Vinse inoltre il primo premio nel Certamen Locrense del 1928, cinque volte medaglia d’oro nel Certamen Vaticanum, e tre volte il primo premio nel Certamen Capitolinum. Morì alla veneranda età di 97 anni, ma non per cause naturali: a ucciderlo un incidente stradale proprio di fronte la sua abitazione peloritana. Un episodio che scosse tutta la comunità locale e il mondo degli studiosi per cui Morabito era un importante punto di riferimento.
Ma i “Giuseppe” di Reggio sono tanti e vari. In ogni famiglia ce n’è uno: se chi sta leggendo non si chiama Giuseppe, avrà un fratello, un cugino, uno zio, un nipote o comunque almeno un parente (male che vada) che si chiama così. E se, caso rarissimo, non dovesse trovarlo nelle ramificazioni familiari, certamente conoscerà Giuseppe l’edicolante, Giuseppe del panificio, o Giuseppe il barista, Giuseppe l’infermiere, Giuseppe l’istruttore della palestra, Giuseppe il benzinaio, Giuseppe il prof. di storia, Giuseppe il pescivendolo. Si chiama Giuseppe anche quello del Corriere che porta i pacchi a casa, Giuseppe l’impiegato dell’ufficio in cui dobbiamo fare un documento, Giuseppe l’immigrato che sta al semaforo di cui non conosciamo il vero nome e quindi lo chiamiamo così.
Insomma, ogni mattina a Reggio Calabria quando sorge il sole, non è importante che tu sia Sindaco o lattaio. L’importante è che ti chiami Giuseppe.
E allora scusateci se ci siamo dimenticati qualcuno: con un più generico “Buon Onomastico Reggio Calabria” facciamo prima. E già che ci siamo rivolgiamo un augurio doppio a chi è anche Papà. Perchè 19 marzo significa anche Festa del Papà. Anzi, in tutti i posti del mondo è prima di tutto Festa del Papà. Non a Reggio Calabria dove ci sono più Giuseppe che Papà.
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