
L’accusa è di associazione mafiosa in quanto considerati appartenenti alla locale di ‘ndrangheta di Desio. L’indagine condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Milano, coordinata dalla locale DDA, ha permesso di accertare, tra l’altro, che i due arrestati riscuotevano crediti per conto di detenuti, provvedendo al loro sostentamento. In particolare, il chirurgo plastico si avvaleva della propria professione di medico per svolgere attività di informazione ed assistenza ad esponenti della ‘ndrina.
