Il grande giorno è arrivato: alle ore 16:00 di mercoledì 17 giugno la Reggina scenderà in campo contro la Salernitana per la semifinale del Campionato Allievi Lega Pro: l’obiettivo è quello di staccare uno storico pass per la finalissima, che la vincente dello scontro tutto amaranto disputerà contro la vincente dell’altra semifinale Novara-Lecce.
“E’ indubbiamente un’esperienza eccezionale. E’ la quinta volta che la Reggina arriva a Chianciano, sappiamo cosa significa per i nostri ragazzi, è un’esperienza importante che gli consente di confrontarsi con realtà di livello“.
Stiamo parlando di ragazzini che hanno 16 anni, non possiamo certo pensare che tutte le attenzioni siano rivolte a ciò che accade esclusivamente nel rettangolo di gioco.
“Assolutamente, infatti la cosa che ci fa più piacere è che il nostro gruppo lascia tutti contenti, i ragazzi si comportano in modo lodevole, anche dove alloggiamo tutti li ammirano per l’educazione e la compostezza, ed è la soddisfazione più bella perché risponde ai dogmi del programma formativo che al Sant’Agata portiamo avanti a partire dai più piccoli. C’è sempre grande consenso intorno alla Reggina, e noi lavoriamo con un doppio obiettivo, formare prima di tutto degli uomini poi dei calciatori. Al settore giovanile non è mai mancato il supporto della società, l’obiettivo non è il risultato ma la formazione dei ragazzi. Tra Berretti, Giovanissimi, Regionali, Esordienti e tutte le varie categorie legate all’età, la Reggina al Sant’Agata ha 250 ragazzi che vengono prima formati per diventare uomini. Da quando gestisco l’attività di base della Reggina, il mio primo obiettivo è quello di formare degli uomini. Poi se diventeranno anche calciatori, avremo raggiunto due obiettivi“.
“Beh, faccia lei … Ci sono 25 persone che lavorano con i nostri bambini, dai ‘Piccoli Amici’ alla Berretti. Un lavoro quotidiano, meticoloso, per un settore sempre positivo. Il nostro percorso continua sempre e continuerà negli anni perchè la Reggina è il Sant’Agata, quella struttura e quel settore giovanile che le hanno sempre garantito prima di tutto la sopravvivenza, poi anche tutti i grandi successi. Senza il Sant’Agata oggi non esisterebbe più neanche la Reggina, e anche quello che succederà nel futuro inevitabilmente passerà dal Centro Sportivo. Il valore non è solo economico in termini di indotto, ma anche e soprattutto umano in termini di formazione. Nel nostro percorso di istruzione diamo molta importanza alla scuola, al comportamento, perchè la società ci ha messo a disposizione una struttura invidiata da tutti che ci consente di valorizzare i prodotti del territorio, ma non solo, perchè ci sono famiglie che ci affidano i loro figli persino da altre Regioni. Dentro le mura del Sant’Agata c’è la giusta cultura per operare con i più giovani e dargli un futuro roseo soprattutto a livello umano, formando uomini pronti ad affrontare la vita“.
“C’è tanta gente che non si rende conto cos’è davvero il Sant’Agata, non ha idea di cosa ci sia lì dentro. Nel centro sportivo lavoriamo dalla mattina alla sera, e diamo risultati eccellenti riconosciuti da tutti coloro che hanno avuto un’esperienza o un contatto diretto, oltre che dagli addetti ai lavori. Ed il merito è del Presidente Foti, perchè la sua società ha sempre puntato con i fatti nel settore giovanile. Ovviamente i risultati che un vivaio può dare, in termini sportivi, non sono immediati ma arrivano nel tempo: i calciatori non sono carciofi, bisogna avere pazienza, passione e competenze. Ogni partita che facciamo abbiamo 20-30 osservatori, sempre con Juve, Inter e Milan in prima fila, tutte le big attingono da noi. La Juve è molto presente, ad esempio solo quest’anno ha già visionato 2-3 ragazzi, altre società importanti sono sempre interessate a noi, vedi l’Udinese che l’anno scorso ha acquistato Bochniewicz e Coppolaro e adesso è felicissima e consapevole di aver fatto un investimento importante, dopo un anno intero in cui li ha fatti crescere ulteriormente avendo piena contezza delle loro straordinarie potenzialità. Hanno un grande avvenire, come loro anche molti altri che sono ancora qui dentro. Il Sant’Agata ha già dato tanto al calcio italiano negli ultimi 20 anni, ma probabilmente nei prossimi potrà dare ancora di più“.
“Ha doti straordinarie, ma non è giusto parlare solo di un singolo. Ci sono tanti ragazzi meritevoli di palcoscenici importanti, ad esempio c’è il portiere Loria, l’ho visto in un campo in provincia di Trapani e mi ha impressionato la sua statura fisica, è alto 203cm e sta facendo passi da gigante, soprattutto è un ragazzo molto serio, che va bene a scuola, ed è la cosa più importante. C’è Rizzitano, l’altro portiere, che contro la Cremonese ha salvato il risultato nel finale: anche lui è molto in gamba. Ci sono Genovese, Cataldi, Di Napoli, potrei nominarli tutti“.
E poi ci sono mister Zito e il prof. Abate.
“Il mister è un ragazzo che è cresciuto da noi, a partire dalla scuola calcio: ha seguito sempre il percorso Reggina, è un ragazzo molto umile, oggi molto preparato, e siamo orgogliosi anche di lui. Così come formiamo i ragazzi, formiamo anche gli istruttori che sono altrettanto importanti. Oggi Zito si toglie le sue soddisfazioni e i raccoglie i frutti dei suoi sacrifici. Anche il preparatore atletico, prof. Abate, nonostante sia il primo anno che lavora con noi, s’è calato subito nel percorso Reggina. E’ un ragazzo molto preparato, anche lui ha un bel rapporto con i ragazzi che lo seguono e porta avanti tutte le teorie e le metodologie proprie della Reggina. Siamo riusciti ad incidere non solo con i ragazzi, ma anche con gli adulti che sono gli istruttori che devono trasmettere ai bambini quei valori che sono nel dna di questa società“.
Una società, la Reggina, di cui Reggio deve essere sempre più orgogliosa. E adesso In Bocca al Lupo a questi ragazzini per la partita con la Salernitana, ultimo tassello per raggiungere la finalissima che vale lo scudetto e un posto nella storia. Perché rincorrono il sogno di diventare campioni con la maglia della Reggina mentre crescono da uomini veri.

