All’incontro parteciperanno il Presidente nazionale Fipac Massimo Vivoli, il direttore Lino Busà, il presidente provinciale Fipac Pasquale Visconte, la d.ssa Caterina Destefano del dipartimento prevenzione dell’ASP RC e il presidente Confesercenti Calabria Nino Marcianò.
Nel corso della giornata verranno divulgati i dati sul fenomeno della ludopatìa in Calabria e si farà il punto sul fenomeno del gioco d’azzardo illegale.
“La Calabria è la seconda regione del Sud dove si gioca – dice il presidente Confesercenti Calabria, Antonino Marcianò, anticipando qualche dato della ricerca svolta dalla Fipac – ed un’altissima percentuale riguarda gli anziani. Secondo il nostro studio, gli over 65 residenti in Calabria sono circa 393 mila, di questi la fascia più a rischio ludopatìa è quella compresa tra i 65- 75 anni. In Calabria, anziani vittime del gioco sono 60 mila, di questi 48 mila sono problematici, mentre 12 mila sono malati patologici”.
Dati – si trasmette attraverso una nota – che spiegano anche la nuova ordinanza comunale, emessa dalla Commissione Straordinaria di Reggio Calabria, che regolamenta l’orario di apertura delle sale giochi cittadine dalle ore 9 alle 22, avvalorata dai dati dell’Asp 5 di Reggio Calabria secondo i quali la dipendenza dal gioco d’azzardo avrebbe negli ultimi anni raddoppiato i propri numeri. Nella lente di ingrandimento del lavoro elaborato dalla Fipac Confesercenti entrano, quindi, scommesse online, scommesse sportive, oltre che, ovviamente le slot machine e altre apparecchiature che, in molti casi, diventano la rovina di uomini e donne e che sono la base del gioco d’azzardo illegale. Le nuove frontiere della criminalità organizzata, infatti, guardano al settore dei giochi, fino a diventare una vera e propria holding mafiosa che riesce a muovere circa 4 miliardi di euro, di cui 3 miliardi e 600 milioni gestiti direttamente dalle organizzazioni mafiose. Senza contare gli introiti dell’usura finalizzata al gioco d’azzardo, circa 750 milioni.
Una febbre, quella del gioco – conclude la nota – che continua a diffondersi coinvolgendo milioni di persone, tra cui tantissimi anziani già finiti nel vortice della ludopatia. Numeri spaventosi se commisurati al danno provocato in termini sanitari e di risorse sottratte all’economia reale, con conseguente corollario di povertà familiare, indebitamento, usura, intrecci con la criminalità organizzata e conflitti d’interesse ai più alti livelli.
