
E proprio per ricordare quest’uomo, stamane, si sono riuniti, lungo la via Mantova, i vertici di tutte le Forze dell’Ordine. Alla presenza della stampa e di alcuni cittadini “incuriositi” dall’iniziativa, si è assistito dapprima al “racconto” della vita di Giuseppe Chirico, un resoconto generale dei suoi meriti, sia di vita che di carriera militare, e poi ai vari interventi.
“Questa città – parole del Tenente Generale dell’Esercito, Giuseppe Fabbri – deve tanto all’operosità storica dei suoi cittadini”. E nel citare una nota frase di Dostoevskij, Fabbri continua a dire: “Un ricordo sacro conservato negli anni è forse la migliore educazione. Giuseppe Chirico – ha affermato il Tenente Generale alla stampa – era un uomo curioso, innovativo per i suoi tempi”. Nel concludere, poi, il suo intervento in ricordo del Generale Chirico, Fabbri esclama: “Viva Reggio, viva l’Esercito e via l’Italia”.
E non poteva di certo mancare, stamane, un componente della famiglia Chirico, o almeno un suo rappresentante: Armando Nunnari, infatti, ha preso parte alla cerimonia leggendo alcune dichiarazioni del figlio del Generale, il Professore Mario Chirico: “Ho quasi 94 anni – legge Nunnari – e per questa ragione, e dietro il caldo invito della mia famiglia a non presenziare all’evento odierno, non sono potuto essere qui oggi, ma ho voluto comunque ricordare l’attaccamento di mio padre alla terra di origine, un attaccamento che ha conservato negli anni, nonostante abbia viaggiato per tutto il mondo. Per 45 anni mio padre ha servito la Patria con fedeltà e onore ed anche io, nella mia professione di medico, ho voluto portare avanti i suoi insegnamenti, basati sul rispetto del dovere”.
È con queste parole “affettuose”, da figlio, che è terminata la cerimonia, conclusasi con un minuto di silenzio di tutti i presenti, sull’attenti, e non letteralmente, al suono della tromba dell’Esercito.
