Reggio, petizione polare del Coordinamento Antimafia. Musella al Procuratore Cafiero De Raho: “Che i cittadini non paghino il furto di altri” [FOTO]

IMG_20141016_104551“Vogliamo sapere!”, è questo il “grido” d’aiuto lanciato oggi dal Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia, Adriana Musella, in prima linea nel proporre una petizione popolare, affinchè si individuino azioni ed attori del sistema criminale esistente e dilagante nella città di Reggio Calabria.

È al Procuratore della Repubblica di Reggio, Dott. Federico Cafiero De Raho, che ci si rivolge, perché “Ci fidiamo di lui – dice a gran voce la Musellaper l’ottimo lavoro svolto a Napoli e per quello che sta tentando di fare in una città malata come Reggio Calabria. Gli chiediamo – continua Adriana Musella – qualsiasi sforzo per dare una mano ai cittadini di questa città”.

“Io chiedo – dichiara personalmente il Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia –  che gli sforzi della Procura della Repubblica siano indirizzati all’individuazione dei nomi dei colletti bianchi. Vogliamo sapere chi sono! – esclama Adriana MusellaNon possiamo più vedere un magistrato che dice A e un altro che dice B. Vogliamo capire come realmente sono andate le cose al comune di Reggio, se il dissesto c’è o meno, e se non c’è il perché noi cittadini dobbiamo pagare le tasse più salate di Italia, quando ci mancano i servizi essenziali, come l’acqua, la luce ecc. Vogliamo conoscere le persone fisiche – prosegue – che siano funzionari, politici, perché i cittadini non devono più continuare a pagare il furto di altri, perché i cittadini, se qualora si individuassero i veri colpevoli di questo furto fatto alla città, hanno il diritto di essere risarciti tramite la Corte dei Conti”.

E a questi stessi cittadini, che vengono difesi strenuamente, Adriana Musella indirizza una preghiera: “Cambiamo mentalità, cerchiamo di capire, e non lamentiamoci e basta delle cose che non vanno, perché solo quando arriviamo a capire possiamo dichiarare – come fa la Musella stessa – di trovarci in un una dittatura del malaffare non dichiarata, ma di fatto”.

Una vera e propria denuncia quella proposta e portata avanti stamane presso la sede del Coordinamento Nazionale Antimafia Riferimenti di Reggio Calabria, che mira a far luce su molte cose successe in città, ma poi lasciate morire nel silenzio e nel dimenticatoio, come ad esempio il caso Fallara, a cui fa un chiaro e preciso riferimento sempre la Musella, dicendo che per lei “È stata suicidata. Perché il caso è stato archiviato? – si domanda – Perché quando la verità sta per uscire, poi non esce! – esclama – Reggio, purtroppo, è una città in cui non si deve trovare il mafioso, ma chi mafioso non lo è!”.

Parole dure, dirette, schiette, sentite, quelle pronunciate oggi da Adriana Musella, parole che si calano in pieno anche nel contesto elettorale di questi giorni, un contesto in cui, come afferma la Musella, “Si deve fare chiarezza su ogni nome presente nelle liste, si deve specificare, gridandolo in piazza durante i comizi, che non si accettano e non si vogliono voti mafiosi. Non vogliamo – continua – persone discusse, indagate, con degli scheletri negli armadi, vogliamo persone pulite!”.

E a proposito di elezioni, presenti in conferenza stampa stamane, anche alcuni dei candidati alle liste “Reset” (Giuseppe Facolmatà sindaco) e “Sinistra per Reggio”, sempre a sostegno di Falcomatà, che di fronte a tutti, quest’oggi, hanno fatto un giuramento molto più che simbolico, quello di “Rinunciare a tutti i voti della ‘ndrangheta, e di non cadere mai in affari con la criminalità”. A giurarlo sono stati:  Angelo La Marca (lista “Reset”);  Marisa Cagliostro (lista “Reset”); Anna Briante; Marco Comandò (lista “Sinistra per Reggio”; Domenico Mauro (lista “Sinistra per Reggio); Nino Spezzano (lista “Reset”).

“Questo è quello che voglio sentire, non discorsi politici – conclude Adriana Musellaperché qui non ci aiuta nessuno; io stessa autofinanzio questa Associazione (lo dice riferendosi a Nicola Gratteri e al suo pensiero secondo cui le Onlus non vanno finanziate). Non voglio arrendermi, ma mi rendo sempre più conto che le cose non stanno cambiando”.

Di seguito, la petizione che Adriana Musella ha stilato con l’aiuto dell’Ing. De Luca e di Teresa Libri, presenti anche loro alla conferenza stampa odierna:

“Il Coordinamento Nazionale Antimafia Riferimenti propone una petizione popolare atta ad individuare azioni ed attori del sistema criminale imperante nella città di Reggio Calabria. Per tale petizione si richiede l’attenzione delle Istituzioni e l’adesione di cittadini, movimenti e associazioni cui preme la lotta all’illegalità e al malaffare dilagante.

Al Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria

Dott. Federico Cafiero De Raho

 

Considerato che

-che il Consiglio Comunale di Reggio Calabria è stato sciolto per contiguità mafiosa e considerato altresì, il delicato momento elettorale,

-che la ‘ndrangheta è unitariamente formata da colletti bianchi e manovalanza,

-che ad oggi questi colletti bianchi che rappresentano la testa dell’organizzazione non sono stati individuati e perseguiti,

-che anni di cattiva gestione dei bilanci ha portato il Comune di Reggio Calabri ad essere “ente in decozione” con la conseguenza che le casse comunali e la città versano, per colpa di altri, in una grave crisi economica che ingiustamente si vuol far pagare ai cittadini

-che il Suo Ufficio ha dichiarato e dimostrato sensibilità e determinazione alla verifica della trasparenza e di eventuali connivenze.

CHIEDIAMO

Che la Procura di Reggio Calabria tutta, facendo tesoro della Sua esperienza, indirizzi in un comune obiettivo gli sforzi e le azioni necessarie ad individuare la testa del sistema criminale a Reggio Calabria, nonché acceleri l’iter delle indagini preposte all’individuazione e al perseguimento in sede penale di specifici ed eventuali reati, anche di carattere semplicemente omissivo, da parte di politici e funzionari al Comune di Reggio Calabria al fine di permettere ai cittadini di poter procedere ad interessare la Corte dei Conti per arrivare al risarcimento del danno erariale e di immagine causato al comune di Reggio Calabria.

Non è assolutamente possibile che gravi, infatti, sulla popolazione l’onere di qualcosa causata non da loro ma, invece, subita, avendo i tributi, in questa città, raggiunto i livelli assurdi e opprimenti”.