
È una situazione di grave disagio quella che da più di una settimana sta coinvolgendo principalmente centinaia di ragazzi di Reggio Calabria: i bus dell’Atam sono guasti e non partono. Proprio per tale ragione, sono state sospese parecchie corse, e tra queste anche quelle che arrivano alla Facoltà di Agraria, la più lontana e quindi la più difficoltosa forse da raggiungere (si ricordi che il polo Universitario di Agraria si trova in località Feo di Vito).
Le linee più colpite sono la 27 e la 28, quelle dirette, per l’appunto, ai poli Universitari di Agraria e Architettura, che in questi giorni stanno transitando a singhiozzo; oggi, per esempio, non c’è nemmeno un autobus che salga all’Università.
Chiamando al centralino dell’Atam chiunque si potrà sentir dire ciò che ormai da troppi giorni sta avvenendo in città.
In tutta la faccenda ciò che fa più specie agli studenti, quindi, è che per un problema di manutenzione dei mezzi a farne le spese devono essere gli utenti che pagano per i servizi che dovrebbero essere resi loro.
C’è da dire, inoltre, che le due corse suddette sono sì quelle più colpite, ma anche in tutta la città i bus Atam circolano in maniera ridotta. La notizia del disagio era già stata trasmessa dalla stampa esattamente una settimana fa, ma le cose non sembrano migliorare: proteste, proteste da tutte le parti, ma soprattutto da studenti e genitori, che reclamano un sacrosanto diritto per i loro figli.
“Loro hanno ragione e hanno tutta la nostra comprensione da un punto di vista personale ed aziendale”.
Ecco quanto dichiarato dall’amministratore unico dell’Atam, Antonino Gatto, raggiunto telefonicamente dai microfoni di Strettoweb.
“Come è tristemente noto – ha continuato a dirci Gatto – l’azienda è sotto una procedura fallimentare, il che la dice lunga circa la difficoltà di assicurare il servizio per come vorremmo assicurarlo. Ciò che chiediamo è solo un momento per cercare di far risollevare l’azienda, e questo lo chiediamo ai nostri utenti, perché senza l’utenza l’Atam non può andare avanti.
In merito a questo concordato, come ci dice sempre Gatto, proprio il prossimo 23 ottobre si terrà un’udienza al Tribunale Fallimentare e da qui, qualora il piano venisse approvato, si avrà la possibilità, nei prossimi anni, di far ripartire l’Atam.
“C’è bisogno – dichiara sempre l’amministratore unico dell’azienda, Antonino Gatto – di contributi da parte della Regione, ma anche di più tempo concesso dal Tribunale, così da consentirci di lavorare al meglio al piano. Speriamo – conclude Gatto – di poter riportare alla normalità una situazione logorata; noi come Azienda stiamo facendo anche più di quanto si potrebbe fare”.
“Comprensione”, ecco ciò che Gatto chiede e dimostra verso gli studenti, i sindacati, i cittadini che in questo momento si vedono privati di un diritto del tutto legittimo per loro, quello del trasporto pubblico. “Ho già allertato – afferma Antonino Gatto, riferendosi alle proteste che in questi giorni riguardano in special modo gli studenti di Reggio – sia l’Ufficio movimento che quello riguardante le officine, proprio per dar voce ad un’altra fascia di utenza ugualmente importante, ugualmente numerosa e bisognosa del servizio”.
