Le Nuove “Anime Nere” d’Aspromonte. Pasquale Romeo a StrettoWeb

Pasquale Romeo in una scena di Anime NerePrendete una ricetta consolidata, prendete poi uno scrittore come Gioacchino Criaco, un regista come Francesco Munzi, un soggetto interessante e un contesto cupo e suggestivo carico di simbolismi e di messaggi tutti da decifrare. Poi potete aggiungere qualche attore di lungo corso e al suo fianco anche tanti emergenti che non ti aspetti e che sembrano calcare i set cinematografici da una vita, fate cuocere tutto a fuoco lento ed il gioco è fatto,  è Anime Nere mania. Il lavoro cinematografico di Francesco Munzi, tratto dall’omonino romanzo di Gioacchino Criaco  è senza dubbio l’evento cinematografico del momento. Dopo le ovazioni di Venezia e Toronto, dopo i bagni di folla nelle sale cinematografiche di tutta Italia, dopo la febbrile attesa nelle sale della provincia reggina, il bilancio è, pur tra umori contrastanti, estremamente positivo. Gli spunti di riflessione suggeriti dalla pellicola di Munzi sono davvero tanti, cercheremo di soffermarci di volta in volta su alcuni aspetti poco analizzati, alla ricerca di personaggi, di volti noti e meno noti, di curiosità che hanno caratterizzato le varie fasi del film, dalla lavorazione, nel cuore dell’Aspromonte, alle ribalte internazionali, agli umori della gente. Al fianco di attori navigati come Peppino Mazzotta, Marco Leonardi, Barbara Bobulova e Fabrizio Ferracane, Anime Nere ha lanciato anche gente come Giuseppe Fumo, Stefano Priolo e Pasquale Romeo, piacevoli sorprese che hanno rappresentato un  valore aggiunto, con la loro carica di semplicità, con una recitazione spontanea e con una naturalezza tale da cogliere l’unanime consenso di pubblico e critica. Era quello che voleva il regista, era quello a cui teneva particolarmente Gioacchino Criaco, quel tocco in più che servisse a far percepire l’anima della sua terra, di quell’Aspromonte selvaggio che Gioacchino si sente cucito addosso come una seconda pelle.  Dall’Aspromonte cinematografico a quello della realtà il passo è breve.

A telecamere spente e a giochi ampiamente fatti, riprendiamo la via della montagna, quella che porta aalla vecchia Africo, fermandoci però a Bova. L’aria frizzante ci ricorda che da queste parti l’Autunno bussa alle porte. Sulla strada che sale ripida fino ai 900 metri del centro storico, quasi ci stesse aspettando, troviamo Pasquale Romeo, 23 anni appena compiuti e nel cassetto, forse qualche sogno a cui fino a poco tempo fa neanche pensava. A guardarlo così, da vicino sembra che tra lui e Giuseppe, il personaggio intepretato in Anime Nere, non ci siano, copione a parte, grandi differenze, o quasi. Il sole è caldo ma l’aria è pungente. Ci sediamo sotto un castagno secolare e iniziamo una chiacchierata che rivela molto su come il suo carattere sia plasmato da questa terra dura e affascinante, forse è proprio questo il segreto del recente succeso, forse, anzi sicuramente è proprio questa la ricetta pensata da Munzi e Criaco. Pasquale stai vivendo un momento particolare, una ribalta che di sicuro non ti aspettavi. Ci spieghi come è nata questa tua personale avventura e come Anime Nere ti ha cambiato. “E’ vero, sto vivendo un momento molto particolare che fino a meno di un anno fa non potevo neanche immaginare. La cosa curiosa sta nel fatto che tutto è nato per caso. Il regista, era alla ricerca della location giusta per una scena, il caso vuole che io avessi la chiave del cancello dal quale si accedeva ad una proprietà privata che Munzi aveva scelto. Vedendomi arrivare in abiti da lavoro, con giacca sulle spelle e coppola in testa, dice al fotografo di fare qualche scatto di nascosto. Ecco svelato come, semplicemente ed a mia insaputa vengo opzionato per una parte che poi sarà anche di primo piano. Quanto Anime Nere abbia inciso su un mio cambiamento, questo sinceramente non lo so. Non credo di essere cambiato, sono certamente più arricchito da un’esperienza come quella del set. camminare sul red carpet a Venezia sicuramente non è cosa da tutti i giorni, ma per il resto, mi vedete, sono sempre dove ero prima, la vita continua, proprio come il messaggio che lancia il film, proprio come quella scena molto simbolica con cui il regista chiude la pellicola”.

Quanto c’è di vero nel messaggio di Munzi, quello che viene lanciato al Mondo anche attraverso il tuo personaggio? “Quella del regista è una ricostruzione assolutamente fedele di una parte della nostra realtà. Il messaggio fa riflettere. Proprio riguardo al mio personaggio, mette in evidenza tanti sentimenti contrastanti, dal calcolo delle oppoortunità, imposto del contesto crimanale, alla sofferenza interioire per il tradimento all’amico del cuore. Munzi, ritengo anche grazie ai suggerimenti di Gioacchino, riesce ad inquadrare alla perfezione un contesto che se non lo conosci non riesci neanche ad immaginarlo. Prima riflettevo sul fatto che il gap tra voi attori emergenti e i volti noti di cinema e tv, non si è quasi notato. Come è stato lavorare vicino ad attori di assoluto livello ? troppo buono, le differenze ci sono e come, non potrebbe essere altrimenti, forse non si percepiscono a pieno perchè, a differenza loro, che si sono dovuti calare nella parte, noi non abbiamo fatto molta fatica ad interpretare ruoli che rispecchiano in pieno con i contesti che viviamo quotidianamente, insomma è stato, come recitare la nostra stessa vita di ogni giorno”. Vedo che la tua vita continua come sempre, anche se so che le giovani fans non mancano, autografi e foto a venezia e nei cinema di Calabria e Sicilia alle prime nazionali ti hanno consacrato quasi come un sex simbol tra le più giovani. Quali progetti per l’immediato futuro ?sex simbol mi sembra un po troppo. Devo dire la verità, è stato tutto così veloce ed inatteso che mi devo ancora abituare. Non so ancora cosa fare, ma l’esperienza appena conclusa, o forse esarebbe meglio dire non ancora conlcusa, mi ha svelato un Mondo che neanche immaginavo. Pure senza farmi eccessive illusioni, la possibilità di stare vicino ad attori professionisti, mi ha fatto capire quanto sia difficoltosa una professione che in apparenza potrebbe sembrare semplice. C’è dietro un lavoro ed uno studio durissimo. Sarebbe bello avere la possibilità di studiare recitazione e dizione, se non  servirà ad intraprendere la carriere cinematrografica, sicuramente sarà un arricchimento culturale. Nell’immediato futuro mi dicevano comunque di una serie di incontri e dibattiti sul film a cui partecipaerò, in programma in alcuni Istituti scolastici della provincia”. Hai glissato sulle fans, ma nel tuo cuore c’è qualche posto  già occupato ?Al momento no, l’attenzione è anche comprensibile, è la conseguenza della ribalta cinematografica, ma oltre a questo, la realtà credo sia un’altra cosa, per il momento preferisco pensare ad altro, poi le cose quando devono arrivare arrivano da sole, come è succeso per il film, chi se lo aspettava! Certo che con queste montagne di fronte, con quest’aria frizzante, con questi panormi, verrebbe voglia di nin spostarsi mai. hai mai preso in considerazione l’idea di trasferirti in una grande Città, soprattutto dopo questa esperienza? “Veramente no. E’ la mia terra, a Bova e in Aspromonte ho la mia storia, la mia famiglia, i miei affetti, su queste montagne mi ritrovo come in nessun altro posto. Certo la vita non sai cosa ti può riservare ne che opportunità possa presentarti, dunque alla mia età sarebbe scicco mettere limiti. Vediamo cosa succede poi se si presentano opportunità le valutiamo con la mia famiglia”.  Per ora in bocca al lupo Pasquale, sperando di vederti quanto prima ancora nella veste di attore. Grazie, crepi !