Reggio, Progetto “Safeguard CKD”: firmato oggi al Liceo “Da Vinci” il protocollo scientifico [FOTO]

IMG_20140918_122722È stato sottoscritto, stamane, il protocollo che dà il via al Progetto Scientifico “Safeguard CKD”, un’iniziativa congiunta del Liceo Da Vinci, del Consiglio Nazionale delle Ricerche  Istituto di Fisiologia Clinica UOS Reggio Calabria e dell’Ordine dei Medici della Provincia di Reggio Calabria; un’iniziativa, illustrata quest’oggi presso il Liceo Da Vinci, che si colloca tra le prime in Italia e in Europa nella promozione di stili di vita salutari tra gli adolescenti. L’obiettivo primario del progetto è, infatti, documentare gli effetti del sovrappeso e dell’obesità sul rene e sul sistema cardiovascolare tra i giovani, per poi intervenire qualora vengano riscontrate problematiche di questo tipo.

A fare gli onori di casa quest’oggi, il Dirigente scolastico del Liceo Scientifico Da Vinci, Giuseppina Princi: “La scuola – ha esordito-  ha il dovere di dar voce a simili iniziative, per promuovere  quello che è il benessere delle persone.  Safeguard CKD è un progetto di ricerca e sperimentazione che andrà a coinvolgere un campione di 500 studenti, ‘arruolati’ presso il Liceo; si vuole sperimentare come l’obesità nella fase adolescenziale possa determinare conseguenze sui reni, che potrebbero evolversi, poi, in età adulta con problematiche cardiovascolari. Si vogliono riuscire a promuovere – conclude la Princistili comportamentali adeguati per garantire la buona salute della comunità”.

La salute, quindi, come ben evidenziato da Luigi Caminiti, Professore di Filosofia del Liceo e addetto stampa, vista come un valore da preservare.

Presente stamattina, tra gli altri, anche Pasquale Veneziano, Presidente 00 MM di Reggio Calabria, che si è espresso con queste parole: “Il progetto nasce da uno scambio di idee. Il compito dell’Ordine dei Medici è intanto dare delle garanzie, non per niente, le persone che fanno questi studi sono altamente qualificate. Credo – ha continuato Venezianoche la salute non debba essere un campo circoscritto ai medici, ma a tutta la comunità; si deve propagandare tutto ciò che si può fare per salvaguardarla”.

Una salvaguardia che in altri Paesi, come l’America, si è resa necessaria da anni, un allarme, quello delle patologie legate all’obesità e al sovrappeso, che riguarda ad oggi anche l’Italia.

“Queste malattie – ha affermato durante l’incontro Carmine Zoccali (CNR-IFC-Pisa, Responsabile  Scientifico Unità di Epidemiologia Clinica delle malattie Renali e dell’Ipertensione di Reggio Calabria) hanno un’enorme importanza sociale, ed è per questo che il lavoro di gruppo, su cui si basa il CNR, è fondamentale per arrivare a delle soluzioni. Se proviamo a fermare un ragazzo per strada – continua – per chiedergli qual è l’epidemia più diffusa nella società, lui risponderebbe per esempio l’aviaria. Ma se si va a visitare il sito Internet del World Heart Organization, il sito mondiale della sanità, si capisce come le epidemie più diffuse sono il cancro, l’infarto, cioè le epidemie croniche, così come anche le malattie renali croniche, di cui ancora non si parla tanto”.

E così il Professore Zoccali ha analizzato, alla luce di una prospettiva secolare, l’evoluzione delle malattie, ad esempio quelle infettive, oggi sconfitte e la durata di vita rispetto al 1900, oggi aumentata del 50%.

Dati positivi, questi, se non si considera il fatto che il benessere materiale ha portato con sé nel tempo altri fattori di rischio, come l’obesità, il fumo, il diabete alto, il colesterolo alto, i problemi ai reni. Ed è così che si sono illustrati quei fattori negativi legati ai nostri giorni: 19 milioni di italiani o in sovrappeso o francamente obesi; 19 milioni con tensione alta, 17 milioni con colesterolo alto, 4 milioni con diabete di tipo 2.

“Le malattie legate al cuore e ai reni – ha aggiunto Carmine Zoccaliè bene saperlo, possono essere collegate dagli stessi fattori di rischio. Dagli anni ‘60 in America c’è stata una crescita continua di soggetti obesi: oggi ci sono 6 milioni di ragazzi americani obesi, è un vero e proprio allarme. Dobbiamo temere questa ‘epidemia’ anche in Italia, dove il 20% degli adolescenti è in sovrappeso, e il 4% obesi. In Calabria – e questo è un dato che ci riguarda particolarmente – è stato stimato che il 30% degli adolescenti sono in sovrappeso, quasi come la Campania (36%). È un fatto – conclude Zoccoli – che dipende dalle caratteristiche fondamentali della cultura del Paese; l’obesità, ad esempio, colpisce maggiormente i più poveri, ed in questo la scuola non può esimersi dall’intervenire”.

“Safeguard CKD”, ribadiamo  il nome di questo importante Progetto, che è un acronimo derivante da “obeSity And renal Function at adolEscEnt aGe:an epidemiological stUdy in the cAlabrian region”.

Sono gli adolescenti i veri protagonisti e destinatari dell’iniziativa sperimentale, illustrata nel dettaglio  da Francesca Mallamaci, Direttore f.f. Unità Operativa  di Nefrologia e Trapianto 00 RR, Reggio Calabria, anche Lei presente all’incontro odierno: “La prevalenza del sovrappeso o dell’obesità in età adolescenziale – ha detto – in Italia è pari al 24%. I ragazzi che si sottoporranno agli esami verranno scelti in base a chi si presenterà per primo, quindi le tempistiche di ‘arruolamento’ saranno decisive.  Attraverso gli esami – continua la Mallamacisi vuole stimare la prevalenza e l’incidenza della disfunzione renale in soggetti in sovrappeso, analizzare l’effetto dell’attività fisica sul sistema cardiovascolare e sul rene in un gruppo di adolescenti affetti da sovrappeso e obesità, educare i ragazzi a seguire una dieta corretta, a fare attività fisica e vedere se il danno renale iniziale si potrà ridurre nel tempo o meno. Si procederà – spiega Francesca Mallamacicon una visita basale sui ragazzi, i quali da 500 passeranno a 225, che saranno controllati dopo 10 mesi e dopo 20 mesi; di questi 225 verranno selezionati 150 come obesi o in sovrappeso, poi ridotti a 75, che verranno seguiti tramite interventi particolari o meno”.

Proprio al fine di illustrare in termini “visivi” ciò che ciascun ragazzo che si voglia sottoporre agli esami suddetti andrà ad affrontare, nell’Aula Magna del Liceo Da Vinci, sede della conferenza stampa, è stato proiettato un filmino che ha illustrato a tutti i presenti i passaggi previsti nel Progetto, dalla visita iniziale alla fase conclusiva.

“È un’opportunità questa – secondo quanto detto da Giuseppina Principer i ragazzi, che potranno usufruire di una visita offerta dal Liceo e dall’Ordine dei Medici, in un momento dove anche i costi della sanità sono gravosi per le famiglie”.

“Questo progetto – afferma il Dott. Domenico Tromba a seguito delle parole della Preside –  si inserisce in un cammino già avviato con l’Istituto, che è quello del corso di biomedicina. Già lo scorso anno – continua – abbiamo fatto uno screening sulle patologie della tiroide, anche questa abbastanza frequente nella fase adolescenziale”.

E sulla scia del cammino di cui oggi si è fatto portavoce il Dottore Tromba, è stata già inserita, all’interno del programma didattico del liceo, la disciplina della biomedicina, di cui lo stesso Tromba è il coordinatore didattico per quanto riguarda l’Ordine dei Medici.

Un’atmosfera piacevole, serena, di grande sinergia, quella trasmessa stamane, in una sala colma di studenti attenti e partecipi, in cui si è esibito anche il coro del Liceo Da Vinci, cantando, niente di meno, l’inno di Mameli.

Un grande successo, dunque, messo in atto con la firma di un protocollo che vede la scuola e il settore sanitario uniti per il benessere dei ragazzi.