
Così una nota stampa di Greenpeace, attraverso cui si continua a trasmettere che: “Uno studio realizzato due anni fa dall’istituto di ricerca olandese SOMO per conto di Greenpeace, analizzava gli impatti sanitari ed economici dell’inquinamento delle centrali a carbone in Italia. Applicando quella stessa metodologia ai dati tecnici del progetto di Saline, emerge che la realizzazione di quell’impianto causerebbe 44 casi di morte prematura l’anno e danni economici (sanitari, ambientali, climatici) pari a 357 milioni di euro l’anno.
La centrale che la SEI intende realizzare – si continua a trasmettere – sarebbe una infrastruttura inutile, di cui il sistema energetico del Paese non ha alcun bisogno: già oggi la potenza installata è in grado di garantire una generazione di energia più che doppia rispetto ai picchi di consumo elettrico in Italia. Peraltro, a differenza di altri progetti, si tratterebbe di un impianto da costruire ex novo (non un riconversione), sulle macerie di un polo chimico mai entrato in produzione.
‘Il progetto della SEI è uno scempio al territorio e l’ennesima minaccia fossile all’ambiente, al clima e all’economia. Che lo si voglia portare avanti, per giunta, reprimendo il dissenso a suon di minacce alla libertà di critica e dissenso è una vera vergogna. Oggi stiamo diffondendo una delle vignette incriminate sui nostri canali online. La SEI, se crede, può denunciare anche Greenpeace’, ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima dell’associazione.
Greenpeace – si conclude – esprime solidarietà e vicinanza agli attivisti denunciati”.