
Nel breve colloquio il prof. Gatto ha fatto capire di aver interpretato, sbagliando, che i contenuti del comunicato richiamato si appalesano come un attacco personale e non come una chiarissima posizione politica della RSA rispetto alla situazione aziendale.
L’incontro – continua la nota – che era stato fissato per venerdì 8 agosto presso la sede dell’ATAM a seguito nostra formale richiesta espressa con opportune comunicazioni in coerenza con quanto stabilito dalle procedure di cui alla legge 146/90 e s.s.i.m., avrebbe dovuto chiarire, al fine di evitare il ricorso al giudice del lavoro, le intenzioni sul legittimo diritto dell’USB a costituire la propria RSA e quindi del suo riconoscimento alla rappresentanza per come stabilito dalla Cassazione nelle recenti sentenze.
Non ci resta che prendere atto di un comportamento, quello del prof. Gatto, teso a limitare il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori di costituirsi come soggetto di rappresentanza nelle forme previste dall’ordinamento legislativo italiano,avvisando che faremo in modo di far stabilire alla magistraturacon chi, da oggi in avanti, il prof. Gatto in qualità di amministratore di ATAM S.p.a., dovrà incontrarsi a prescindere dalla sua volontà e da eventuali condizionamenti politici e sindacali.
Prenda atto ancora – si conclude – il prof. Gatto, che l’ATAM S.p.a. non è di sua proprietà e che personalismi e suscettibilità non devono appartenere a chi gestisce un’azienda pubblica”.
