
E’ un lungo elenco di disperati, persone che investono migliaia di euro affidandosi a criminali incalliti, prima d’imbarcarsi su una nave pericolante e tentare il viaggio della speranza. Gli aguzzini operano nel silenzio compiacente degli Stati d’origine, perché l’emergenza costante vissuta in questa estate dimostra di fatto il fallimento del progetto Mare Nostrum. Non c’è accordo che tenga. Se va bene, uomini, donne e bambini arriveranno sulla costa di un paese occidentale inseguendo la chimera di una nuova vita. Se va male, quella stessa vita verrà loro strappata dal mare mosso o dai mercanti di morte, gli scafisti.
Messina e Reggio, in tal senso, sono maggiormente esposte ai flussi migratori. La proiezione geografica fa di tali realtà un approdo possibile, e tanto basta quando l’afflizione prevale sulla ragione. Non è una situazione nuova: l’abbiamo già vissuta a livello nazionale, quando albanesi e kosovari sbarcavano sulle coste della Puglia. E prima ancora avevamo vissuto questa sventura sulla nostra pelle, quando gli olivastri che cercavano fortuna nel Mondo Nuovo venivano dal Meridione d’Italia. Per questo spetta a noi il dovere dell’ospitalità.
Come si può pensare che le due sponde dello Stretto possano affrontare da sole tutto ciò? Come si può manifestare solidarietà al sindaco di Lampedusa quando il semestre di presidenza europea non ha ancora prodotto un vertice degno di nota sul tema? Come si può garantire la sicurezza e l’ordine pubblico, scongiurando eventuali atteggiamenti xenofobi, se i migranti diventano nella fraseologia dei meri “irregolari”, la cui responsabilità ricade peraltro sulle amministrazioni cittadine?
Le chiacchiere se le porta via il vento. Governare un paese vuol dire dirigerlo, indicare una rotta. Se Palazzo Chigi ha una strategia, ben venga, enunci il da farsi. Accorinti sul tema non avrà alcun veto. Se invece il Governo delle intese ristrette non ha soluzioni, allora Renzi faccia un passo indietro: qui c’è in gioco la dignità di una comunità. O si ha una visione d’insieme o è meglio rottamare i rottamatori.
