Doveva essere un dibattito fra nordisti e meridionalisti: la presenza sullo stesso palco di Flavio Tosi e Pino Aprile prometteva scintille. Doveva essere un confronto aspro, di fronte ad una platea schierata: Villa San Giovanni del resto non confina col Canton Ticino e l’appartenenza campanilistica è un tratto tipico del meridione.
Invece la piazza ha ribaltato ogni luogo comune, ha smentito qualsiasi pregiudizio, applaudendo per ben quattro volte il sindaco di Verona e manifestando una sintonia che ha spiazzato parecchi osservatori. Riportiamo alcuni scambi di battute, tratte per l’appunto dal live talk cui hanno partecipato anche Ernesto Carbone (deputato del PD) ed il padrone di casa Rocco La Valle. Gli interventi più significativi:
Tosi: Il sud è un’opportunità di crescita straordinaria se il paese spende bene i soldi. Avete pochissimi voli, carissimi. Autostrade, non ne parliamo. Un mare che suscita invidia alla riviera romagnola, ma non c’è la struttura alberghiera che accoglie. L’Italia per ripartire deve per forza investire nel sud ma deve anche avere la forza d’investire al sud. I dati delle visite ai Bronzi di Riace mi hanno impressionato negativamente: sono cifre troppo basse. E non è colpa dei cittadini: il dna è lo stesso. La responsabilità è della politica. Adesso si può cambiare, perché a cambiare è stata la mentalità dei giovani.
Aprile: Tosi parla come se non avesse un partito. Ma ce l’ha. La Lega è un movimento politico anticostituzionale: dire “prima il Nord” va contro lo spirito nazionale. Così non andiamo da nessuna parte. Se diciamo prima il Nord, non ci muoviamo di un millimetro.
Tosi: Scusa, ma se ogni realtà territoriale avesse un ceto politico in grado di difendere davvero gli interessi della propria terra, tutti ne trarremmo beneficio. Per questo è nata la Lega.
Carbone: Il Sud è una scommessa da raccogliere. In questa regione deve cambiare prima la cultura e solo poi potranno verificarsi i cambiamenti sociali. Il sindaco Tosi ha nella sua città Bauli, Giovanni Rana e tanti, tanti altri. I soldi europei dell’agricoltura, però, arrivano in Veneto come in Calabria. Un bravo politico, e qui ha ragione Tosi, dovrebbe andare in Veneto e dire tu qui fai solamente mele. E così andrebbero ripartiti i prodotti per ogni ragione. In Calabria si è proceduto in ordine sparso e le ricadute sul reddito sono evidenti.
Aprile: Questo paese è nato malissimo. Quando cancelli un’economia, è quasi impossibile farla rinascere, e questo si è verificato nel Meridione. Giusto oggi il ministro dell’Agricoltura ha difeso i prodotti italiani, che però sono – guarda caso – solo quelli del Nord. Il Ministro Zaia fece addirittura deficit per finanziare progetti che non scendessero sotto l’Emilia Romagna. E’ la politica il produttore locale: così vincono facile.
Tosi: Zaia è stato difeso dalla Regione Campania, proprio perché ha difeso i prodotti DOP. Aprile cosa stai dicendo? Di cosa stai parlando?
Aprile: per difendere la mozzarella campana, la norma disponeva la costituzione di più stabilimenti: questo ha distrutto ugualmente il prodotto DOP.
Carbone: non fermiamoci solo sulle mozzarelle e non neghiamo gli errori di un certo modo di fare politica. Le arance rosse di Sicilia erano un tempo distrutte dai grandi produttori per tenere alti i prezzi. Oggi, per merito di chi ha governato lì, esse sono considerate un’eccellenza.
La Valle: possiamo però anche ammettere che alcuni prodotti non sono più competitivi. Pensiamo al prezzo del trasporto nei mercati europei di certi prodotti meridionali.
Carbone: o forse non abbiamo maturato una cultura d’impresa, a dispetto delle infrastrutture e dei problemi che sicuramente ha questa terra e che ricadono sulla politica.
Aprile: “nonostante le infrastrutture, nonostante le strade, nonostante le ferrovie” ma perché sto benedetto imprenditore non le deve avere tutte queste cose? Lo sblocca Italia ha portato al sud solo il 3% degli investimenti complessivi. Ed è sempre stato così. Tutti i fondi finiscono al nord.
Tosi: mi fai un esempio uno su questi famosi soldi destinati alle grandi infrastrutture del nord con lo sbocca Italia? Stai dicendo una cazzata.
Aprile: per 128 anni il governo è stato nelle mani del Nord. E con questo tutte le agenzie di spesa dei soldi pubblici e para-pubblici. La logica di Tosi, tutti facciano il loro, è una logica da scannatoio nazionale. Io preferisco ripartire dalla lezione di Salvemini: la soluzione è via tutte le leggi speciali, ripartendo dai bisogni degli italiani. Un tempo si lottava con l’analfabetismo, colpendo le risacche dove c’era il tasso più alto. Adesso no: si guardano solo gli interessi settentrionali. Gli unici pronti all’Expo erano i mafiosi, ma mica l’hanno fermato. Gli appalti addirittura hanno escluso le ditte che stavano oltre 350 km.
Tosi: stai dicendo altre cazzate. Gli appalti non possono escludere nessuno proprio per rispettare le normative europee.