
Sua Eccellenza Monsignor Salvatore Nunnari, arcivescovo di Cosenza e Presidente della Conferenza Episcopale Calabra, ricevendo il premio Antonino Scopelliti 2014 si è così espresso sul ruolo della Chiesa rispetto alla lotta alla criminalità organizzata: “Questo premio vorrei dedicarlo ai parroci della nostra realtà. Si è parlato di rivoluzione della chiesa calabrese. Ora, un grande Vescovo – monsignor Giovanni Ferro – scrisse una grande lettera ai suoi fratelli. Sul suo esempio anche io ne ho scritta una per spiegare che nessun rapporto può esistere fra Chiesa e mafia. Il loro tentativo di ottenere un riconoscimento dalla Chiesa è contro il nostro credo. La scomunica serve a questo: a dire, a livello morale, che i mafiosi non sono in comunione con la chiesa, che sono fuori dal suo recinto. Se c’è stato l’inchino, è un fatto grave, ma non possiamo fermare le processioni altrimenti diamo ragione alla mafia. I portatori devono essere cristiani, cristiani autentici, sotto la statua. Quella del Santo Padre è stata una parola forte, come lo era stata quella di Giovanni Paolo ad Agrigento, il grido “convertitevi” ai mafiosi. La chiesa calabrese è in costante evoluzione, ma la mafia non si vince né con le scomuniche né con le sentenze: si vince con una società civile educata, con una coscienza democratica che sa reagire alle pratiche mafiose, fossero anche quelle assistenzialiste”.
Un premio alla memoria è andato poi al Colonnello Cosimo Fazio, scomparso un anno fa. I ragazzi di AmmazzateciTutti pendevano dalle sue labbra e i figli del Colonnello hanno voluto essere presenti per ricordare la testimonianza del padre, il cui nome continua a vivere “nel cuore dei calabresi onesti e di buona volontà”.
Ancora alla memoria il premio destinato a Chiara Petullà, vittima della strada. I suoi organi, donati per volontà del padre, sono un inno alla vita. E proprio il padre ha voluto ringraziare i colleghi che gli sono stati vicino e i compagni di scuola della ragazza, i docenti stretti attorno alla famiglia nel momento del dolore.
Ultima menzione per la Marina Militare, per quanti hanno operato nella missione Mare Nostrum, primi fra tutti i fucilieri Massimiliano La Torre e Salvatore Girone. In attesa del loro ritorno a casa, a ritirare il premio il comandante Legrottaglie. Qui Scopelliti ha voluto evidenziare come oggi “Il tricolore d’Italia sventoli orgogliosamente grazie al vostro lavoro”.
