Già nei giorni scorsi in ogni caso Renzi aveva fatto notare al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, dell’NCD, come lo “Sblocca Italia” originale prevedesse “decine di miliardi di spesa che non possiamo coprire e manca completamente una visione strategica. Lo dobbiamo ripulire“. Di più, il premier avrebbe fatto notare come il decreto contenesse diverse “norme davvero senza capo né coda“.
Sembra quindi che l’accorpamento delle autorità portuali non fosse tra i provvedimenti più urgenti, e comunque fosse stato stilato in maniera ambigua e non avesse ottenuto un avallo condiviso. Parimenti è stata rinviata anche al riforma della scuola. Il Governo punterà solo agli interventi urgenti, facilmente finanziabili. Un’occasione per riscrivere il provvedimento e far incontrare le varie parti in causa.
