Reggio, FITA: al via il concorso “Bronzi di Riace”. Latella: “Un’occasione di confronto con le Compagnie italiane”

Stamane, presso i locali del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, si è tenuta la conferenza stampa della FITA (Federazione Italiana Teatro Amatori), organizzata per presentare il concorso regionale “Bronzi di Riace”, della durata di un anno e a cui hanno aderito le Compagnie locali. In Calabria, cosa che non tutti sanno, sono presenti 30 Compagnie FITA, che spesso organizzano rassegne teatrali sul territorio.

La FITA, a livello nazionale, è stata la prima unione di teatro amatoriale a costituirsi, nel lontano 1947, e impegnativo e significativo è stato il suo cammino: nell’anno della sua nascita, la FITA stringe un sodalizio con l’Enal (Ente Nazionale Assistenza Lavoratori), che dura fino al 1978; le Compagnie prenderanno l’appellativo di “Gruppi d’Arte Drammatica (Gad). È il 1948 l’anno in cui si svolge il primo “Festival dell’Arte Drammatica Nazionale”, a Pesaro, che nel 1988 diviene “Festival Nazionale Fita”.

Nel 1972, poi, il Congresso straordinario di Fiuggi approva il primo Statuto della FITA, che sarà successivamente perfezionato nei suoi dettagli e adottato dalla Federazione, nel 1978, con un atto notarile stipulato a L’Aquila, dal notaio Giovanni Fanti.

1983, 1998, 2008: tre anni importanti, ancora, per la FITA, che si rifanno, rispettivamente, all’inizio della collaborazione tra FITA e il C.s.a In (Centri Sportivi Aziendali Industriali); a quando la FITA viene affiliata all’Agis e all’anno in cui ottiene dal Ministero del Lavoro, della salute e della Politiche Sociali il riconoscimento di Ente Promozione Sociale.

Un cammino sempre in crescita quello della FITA, che però non ha un riscontro concreto qui in Calabria.

“L’unico dispiacere, di cui mi faccio quest’oggi portavoce – ha dichiarato durante l’incontro odierno, Mimmo Raffa – è che le autorità regionali e provinciali non prestano la dovuta attenzione al teatro amatoriale. Apro questa conferenza- ha continuato Raffa – con, all’opposto, molto piacere nel testimoniare la crescita delle Compagnie FITA in Calabria, che al momento della nascita della Federazione regionale erano 6, e oggi sono 30”.

Risale al 1985 la costituzione del Comitato Regionale FITA Calabria; la sua nascita fu definita da molti “rivoluzionaria”,  in un terra dove il confronto ed il giudizio non erano “di casa”. Nonostante ciò, grazie anche alle giovani proposte, la Federazione fece dei grandi passi avanti, promuovendo negli anni varie rassegne teatrali a Rosarno, Pellaro, Pizzo, Nicotera, Gioia Tauro, Vibo Valentia, Bovalino, Anoia, Polistena, Melito Porto Salvo, Scilla, Ortì, oltre che a Reggio Calabria.

IMG_20140710_103858“Noi lavoriamo tutto l’anno – ha affermato Raffa – quindi il nostro teatro va ben al di là dell’ ‘amatoriale’. Noi forniamo in un anno 1 milione e 200 mila euro di diritti SIAE, oltre che dare spazio ai giovani; nonostante questo, siamo stati completamente depennati, soprattutto dopo la nascita delle cosiddette Residenze Teatrali, che sono 5 in Calabria, ma che non hanno nulla a che vedere con il territorio. Personalmente, posso dire che il mio gruppo teatrale, il Blu Sky Cabaret, promuove, invece, un corso di teatro, in cui non solo si insegneranno le materie tipiche del settore, come la dizione, la scenografia, la scenotecnica, ma anche e soprattutto il dialetto calabrese, una caratteristica della nostra terra che non deve esser lasciata morire”.

“Il concorso nazionale ‘Bronzi di Riace’ – ha così esordito il Presidente regionale della FITA, Consolato Latella, specificando l’importanza del concorso presentato stamane per la Calabria, per il teatro in Calabria – ha anche lo scopo di portare in più parti di Italia le Compagnie locali (delle quali il gruppo più folto si trova a Reggio) che verranno giudicate da un giuria, i cui componenti decreteranno, poi, la vincitrice, che si aggiudicherà il premio FITA”.

Latella, oltre a descrivere e a sottolineare l’importanza del concorso, specifica che la FITA si basa su due valori fondamentali, che sono la collaborazione e la solidarietà; il primo, si rifà all’impegno continuativo e duraturo delle Compagnie nel creare scambi artistici a livello regionale. Per quanto riguarda la solidarietà, invece, si sono ricordati stamane gli spettacoli pro Telethon, quelli organizzati per l’AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie, linfomi e melanoma), l’impegno che la FITA ha preso con AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue), con cui ha stipulato anche una convenzione per la realizzazione di vari spettacoli, finalizzati alla raccolta di sangue nel periodo estivo.

“Con grande difficoltà – ha dichiarato Filippo Teramo, Presidente provinciale FITA – giovani e meno giovani continuano a fare cartelloni, scontrandosi con le istituzioni. Noi non chiediamo soldi, perché è il pubblico che ci finanza comprando i biglietti, dopo che noi ci autofinanziamo anticipando l’intera somma relativa alla SIAE; quello che vogliamo è sostegno, posti in cui poterci esprimersi. Vogliamo, ancora, proporre una vera e propria rivoluzione culturale, una presenza massiccia su un territorio, le cui istituzioni non ci sono mai state vicine”.

“Tutti i problemi che vengono riscontrati qui in Calabria – afferma infine il Consigliere nazionale Giuseppe Minitti, in riferimento a quanto detto da Teramo – non esistono in altre regioni italiane, in cui gli interlocutori sono persone competenti, che sanno che cos’è il teatro amatoriale. Nel Veneto, ad esempio – continua il Consigliere – esiste una convenzione con il teatro amatoriale, mirata a portare gli attori in posti che nemmeno loro pensano di raggiungere. Questo concorso vuole proprio aprire un confronto tra le Compagnie calabresi e quelle del resto di Italia, un confronto che porterà poi alla vittoria di un premio finale. Questa sarà la vera sfida per il nostro teatro, perché nelle altre regioni premi del genere esistono già da tempo. Ci tengo a dire, inoltre – evidenzia Minniti – che le nostre Compagnie recitano nella legalità: tutti gli attori sono assicurati e i certificati sono completamente in regola per gli spettacoli fatti dal vivo. Siamo sempre aperti al confronto – continua Minniti – anche se andremo avanti comunque, perché il teatro non è solo un hobby, ma è cultura e tradizione. Spero – conclude il Consigliere nazionale – che il premio ‘Bronzi di Riace’ possa rappresentare per Reggio un momento di apertura, riferendomi a quei famosi teatri chiusi. La nostra città è povera di questi spazi, dobbiamo farci sentire”.