di Lorenzo Vitto – In una giornata drammatica per il calcio italiano, che perde due società gloriose come Siena e Padova che non si sono iscritte rispettivamente al campionato di serie B e Lega Pro e adesso vedono materializzarsi l’incubo del fallimento che le porterà a sparire quantomeno dal calcio professionistico, per la Reggina è arrivata una buona notizia che avevamo già anticipato nelle scorse ore e nei giorni scorsi. Siamo sempre stati ottimisti sul destino del club, anche quando si moltiplicavano le voci nefaste e più nere possibili facendo aleggiare per il club amaranto un destino simile a quello dei biancoscudati veneti o ai bianconeri toscani.
La Reggina è ancora viva. Potremmo dire che l’ha salvata Lillo Foti, il suo patron, che ha completato la documentazione necessaria con la fidejussione a titolo nominale, personalmente a proprio carico. Ma sappiamo bene che Foti non è un eroe, che questa situazione s’è venuta a creare per le due retrocessioni consecutive negli ultimi 5 anni e che molte delle responsabilità sono sue, come ha sempre ammesso prendendosi tutte le colpe.
E proprio Foti stasera è molto stizzito, non ha voglia di festeggiare nonostante la consapevolezza soddisfatta di aver portato a termine personalmente le operazioni per la fidejussione rispetto a chi aveva previsto il disastro. Molto serenamente, il patron ai microfoni di StrettoWeb ha detto che “è la vittoria della Reggina, non la mia“. Parlerà domani, o forse dopo il 18 quando l’iscrizione sarà ufficiale dopo che il Consiglio Federale comunicherà gli organici dei campionati in base alle indicazioni fornite dalla Covisoc che adesso ha due giorni di tempo per esaminare i ricorsi che sono quelli di Varese e Brescia per la serie B, Viareggio, Grosseto, Ischia, Mantova, Melfi, Pavia, Pro Patria e Reggina per la Lega Pro.
Tornando a Foti, il patron è apparso decisamente amareggiato per “tutti quelli che in queste ultime settimane di grande difficoltà ne hanno approfittato per denigrare la Reggina e il sottoscritto“. E’ rimasto da solo, e ha fatto tutto da solo (iscrizione compresa). “Nei prossimi giorni parlerò, stasera non ho voglia” saluta con il tono dell’atleta che è riuscito a portare a termine la gara ma è talmente stremato che non riesce neanche a festeggiare, dopo le difficoltà incontrate nel percorso fino al traguardo.