Gratteri, nuove rivelazioni: “non ho mai dubitato di Renzi ma alla giustizia avrei voluto carta bianca”

“Mi era stata data la possibilità di un sogno, il mio sogno: un sistema giudiziario, in Italia, che finalmente funzioni”. Lo ha detto il Procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, facendo riferimento ai contatti, avuti al momento della costituzione del Governo guidato da Matteo Renzi, per diventare ministro della Giustizia. “A contattarmi è stato Graziano Del Rio – ha aggiunto – con il quale sono stato molto chiaro: rischio tutto ma voglio carta bianca. E carta bianca significava avere il potere di smontare e rimontare il ministero della Giustizia a mio piacimento, modificare i codici. Il mio non è stato un si’ facile. Non ho dormito quella notte. Renzi ci teneva tantissimo perchè sa che sono più pazzo di lui e che avrei ribaltato tutto”. A breve faremo dei disegni di legge alla portata di tutti, poi si vedrà chi in parlamento dirà di si’ e chi sara’ titubante. Una serie di iniziative, mirate a contrastare sempre con maggiore efficacia la criminalità organizzata partendo fin dall’infanzia, con riforme scolastiche serie e non con gesti simbolici”.

”Non ho mai avuto dubbi sulle reali intenzioni di Renzi – ha precisato Gratteri – che ci teneva tanto alla mia presenza. Conosceva il mio profilo che del resto è legato alla grande autorevolezza, anche a livello internazionale, di cui oggi gode una procura come quella di Reggio Calabria che nel corso dell’ultima indagine è riuscita a coordinare ben nove sistemi giudiziari diversi fra di loro. Non mi risulta dunque che ci siano state delle strategie strane nei miei confronti da parte di Renzi e nei prossimi giorni capirete anche il perché”. Parlando del sistema giudiziario italiano, il magistrato si è detto “convinto che riusciremo a cambiare le regole del gioco intervenendo sul blocco della prescrizione per le condanne di primo grado, sull’approvazione del falso in bilancio, sulle misure contro il voto di scambio. Tutti punti fermi che ho esposto a gran voce in seno alla Commissione antimafia”.