
Tra i favori chiesti all’interno del Palazzo di Giustizia di Messina ci sarebbero l’accesso ai dati riservati per agevolare attività di indagini private, controlli di targa su auto o su profili di persone su cui fare accertamenti, specialmente in merito ad alcune separazioni coniugali.
In cambio di questi favori, cellulari o soldi da due investigatori privati, Matteo Molonia e Antonio Brigandì. A questi ultimi il sostituto procuratore Alessia Giorgianni contesta inoltre di aver svolo l’attività investigativa senza regolare licenza, mentre all’ex maresciallo Giusti di non aver “distrutto” del pesce, che era provento di un sequestro, ma di averlo “scambiato” con il destinatario del provvedimento. Matteo Molonia, difeso dall’avvocato Filippo Mangiapane, verrà interrogato tra martedì e mercoledì prossimi. L’investigatore privato risulta essere una delle principali parti lese su un presunto caso di malasanità avvenuto al Policlinico di Messina il 26 agosto del 2010. Ne abbiamo parlato qualche ora fa in questo articolo: Messina, fuga notizie Tribunale: investigatore arrestato fu parte lesa in caso malasanità.
