E’ questa la nuova denuncia del Segretario Regionale del SIULP Calabria Giuseppe LUPIA, il quale continua a dire che “Nei giorni scorsi era stata denunciata la atavica carenza di risorse umane ed insufficienza oltre che inadeguatezza delle dotazioni che riguardano la Polizia di Stato. Si era evidenziata nel dettaglio la drammatica condizione del parco veicolare ove alla carente dotazione si sommano le inaccettabili condizioni generali dei veicoli stessi, spesso indisponibili perché in manutenzione.
Nulla si è letteralmente mosso ad oggi e certamente tutto questo non contribuisce a fornire una immagine edificante della Amministrazione. Si denuncia l’ennesima grave disfunzione che oltre a determinare senza dubbio un danno economico ha lasciato letteralmente in mutande la Polizia di Stato della Calabria, considerato che il materiale necessario a garantire la vestizione estiva degli operatori, la cui disponibilità era prevista per lo scorso mese di aprile, ad oggi risulta essere inesistente presso il Centro Raccolta Regionale VECA di Reggio Calabria.
Senza entrare nel dettaglio dei tediosi e complessi meccanismi che disciplinano l’attività di reperimento, raccolta, e trasporto del materiale, evidenziamo – dice sempre Lupia – che fino al 31 dicembre dello scorso anno, tutte queste attività erano svolte da personale della Polizia di Stato e con l’uso esclusivo di mezzi dell’Amministrazione stessa. In sostanza, gli operatori di Polizia si impegnavano al ritiro del materiale assegnato presso i centri raccolta dell’intera penisola.
Dal 01 gennaio 2014, per l’espletamento dell’attività in argomento, è stato convertito un contratto stipulato nel 2011 con un vettore privato, inizialmente nato per le esigenze del Servizio Motorizzazione e successivamente applicato al Settore VECA, comportando enormi difficoltà organizzative, tecniche e contabili, nonché allungando ulteriormente i tempi di consegna dei materiali agli utilizzatori finali, ovvero gli operatori di polizia.
Al fine di garantire in ogni caso la disponibilità del materiale necessario alla vestizione estiva, la quasi totalità dei Centri di Raccolta Regionali hanno seguito la vecchia prassi, bypassando i servizi che il vettore privato non era stato messo nelle condizioni di poter garantire.
Ovviamente non si è trattato di soluzione a costo zero atteso che gli esborsi che ne sono derivati si sono sommati a quelli previsti dal contratto con il Vettore. E’ esecrabile registrare un tale sperpero di denaro pubblico nel momento storico attuale in cui l’imperativo è quello della revisione di spesa.
Non solo, tale soluzione è stata tassativamente vietata al Centro Raccolta Regionale di Reggio Calabria, dal Servizio Tecnico Logistico e Patrimoniale Sicilia – Calabria sedente a Catania atteso il contratto di trasporto in essere con il vettore privato. Risultato, la Polizia di Stato della Calabria è rimasta priva delle necessaire dotazioni vestiarie.
Avvalersi dei servizi di un vettore privato avrebbe davvero potuto rappresentare una valida soluzione, ma qui sembra di trovarsi d’avanti al chirurgo che uscito dalla sala operatoria annuncia ‘l’operazione è tecnicamente riuscita ma il paziente è morto’.
E’ la Polizia di Stato che sta morendo, chiamata a garantire sicurezza in una realtà ad elevatissima densità criminale con un numero sempre inferiore di operatori, con un’età media impennatasi in maniera preoccupante, priva degli strumenti necessari ed ora anche “in mutande”.
Per evitare questa ulteriore mortificazione al personale della Polizia di Stato che nella nostra Regione opera già in condizioni di estremo disagio, benchè siamo come si usa dire ‘fuori tempo massimo’ (il materiale avrebbe dovuto essere consegnato nel mese di aprile), sarebbe certamente più ragionevole autorizzare anche il centro Raccolta di Reggio Calabria a provvedere autonomamente al ritiro dei materiali, così come ha fatto il resto di Italia.
Con il contratto fermo oramai da anni e con poche prospettive che la situazione possa sbloccarsi con il personale costretto ad operare in condizioni a volte proibitive – conclude Lupia – avremmo preferito che almeno questa ultima mortificazione fosse stata risparmiata”.
