
Il Brescia è davvero poca roba e in questa partita, segnata dagli scontri fuori dallo stadio tra le due tifoserie, evidenzia tutte le proprie lacune.
Un aspetto che alimenta il rammarico per la retrocessione della Reggina, in una stagione maledetta in cui li livello del campionato ha raggiunto picchi di scarsezza e bassezza tecnica, tattica e atletica difficili da ricordare negli ultimi decenni.
Tornando al Reggina-Brescia di oggi, nel secondo tempo sono gli amaranto a sfiorare il raddoppio con un bel contropiede del solito Fischnaller che poi serve molto bene Contessa, anticipato per un soffio con la punta da un difensore dei lombardi. Il Brescia non riesce a farsi mai pericoloso dalle parti di Pigliacelli, il centinaio di (rumorosi) tifosi ospiti si fanno sentire più che altro per la contestazione nei confronti della loro squadra, finchè a 15 minuti dalla fine Lucioni non viene espulso per un fallo da ultimo uomo dentro l’area di rigore (anche all’andata il Brescia aveva siglato un rigore per fallo di Lucioni). Dal dischetto Corvia non sbaglia, spiazzando Pigliacelli.
Dopo appena un minuto il Brescia ha l’occasione di pareggiare in un’azione concitata, ma il palo per due volte nel giro di pochi secondi respinge i tiri delle Rondinelle, che nel finale non fanno mai paura alla Reggina. Nonostante l’uomo in meno, invece, proprio gli amaranto negli ultimi minuti potrebbero colpire in contropiede con Pambou, Barillà e il giovane Federico Caruso, cosentino prodotto del Sant’Agata che proprio oggi ha festeggiato il suo 19° compleanno con l’esordio in serie B. A seguirlo in campo, dopo pochi minuti, Mauro Coppolaro che di anni ne ha 17 (anche lui appena compiuti, due mesi fa). Entrambi i giovani prodotti amaranto hanno fatto bella figura in campo: nel loro volto c’è l’emblema della Reggina del futuro.