Un libro letto in cella significa tre giorni di pena in meno, fino ad un massimo di 48 all’anno: questa l’idea che ha suscitato l’interesse dei sudditi di Sua Maestà, alle prese con un dibattito molto serrato sulle nuove disposizioni sul carcere duro messe in atto dal governo Cameron, che di fatto limitano il consumo di libri nelle carceri britanniche vietando l’invio ai detenuti di pacchi e soldi. La notizia à stata diffusa da Mmasciata.it, giovane start up giornalistica indipendente promossa in Calabria.
