Reggio, processo “Bellu Lavuru”: la Corte di Appello assolve Carmelo Tuscano

Positiva conclusione nell’ultimo atto del processo che ha seguito l’operazione “Bellu Lavuru”, che ha interessato le cosche di Bova Marina ed Africo. La Corte di Appello di Reggio Calabria (Gaeta Presidente, Bandiera relatore) ha, infatti, assolto Tuscano Carmelo, imprenditore di Bova Marina, difeso dagli avvocati Giuseppe Putortì e Attilio Parrelli, dall’accusa di partecipazione all’associazione di stampo mafioso nota come “cosca Vadalà”, con la formula perché il fatto non sussiste. Coinvolto nell’inchiesta giudiziaria “Bellu Lavuru”, il Tuscano veniva condannato dal GUP presso il Tribunale di Reggio Calabria alla pena di anni 6 di reclusione, ridotta in appello ad anni 4 e mesi 8. Avverso quest’ultima decisione proponeva ricorso in Cassazione l’Avvocato Giuseppe Putortì, censurando le storture logiche della sentenza con argomenti che i giudici della Suprema Corte accoglievano, rinviando per un nuovo giudizio alla Corte di Appello di Reggio Calabria.

All’udienza di ieri gli avvocati Parrelli e Putortì ribadivano l’estraneità del loro assistito dal reato contestato, evidenziando come non sussistessero validi elementi identificativi per concludere che l’imputato fosse il soggetto del quale si parlava nelle intercettazioni telefoniche, come interessato ad un imminente “battezzo di ndrangheta”. I difensori, inoltre, ribadivano la piena liceità dell’attività imprenditoriale posta in essere dal Tuscano, che aveva arrecato vantaggi economici all’Amministrazione comunale di Bova Marina, garantendo il servizio di raccolta dei rifiuti urbani ad un costo inferiore rispetto ai precedenti operatori e persino a quelli subentrati nel servizio, a seguito del suo arresto.

La Corte di Appello, ritenendo di aderire integralmente alle richieste dei penalisti reggini, Putortì e Parrelli, ha definitivamente mandato assolto l’imputato.