
“Come Organizzazione Sindacale – si legge nella nota – non possiamo esimerci dall’esprimere tutta la nostra contrarietà verso tale decisione. Tale presa di posizione, assunta dopo l’utilizzo per circa due anni della cassa integrazione in deroga non ancora pagata ai lavoratori, aggrava ulteriormente le già precarie condizioni economiche dei lavoratori interessati. Il passaggio al digitale terrestre, i riflessi della crisi economica sul settore e l’incapacità aziendale a ricercare nuove commesse, sono le dirette conseguenze che producono la gravissima perdita dei posti di lavoro. Purtroppo la città di Reggio Calabria nel settore dell’emittenza privata e non solo paga, più di altre realtà, le conseguenze della crisi. La prima a chiudere è stata nel mese di settembre 2013 Telereggio, infatti, dopo le note vicende legate all’inagibilità delle sede, ha riorganizzato la propria struttura licenziando 10 lavoratori degli 11 in organico, oggi è arrivato il tempo dei licenziamenti per Alfa Gi, meglio conosciuta come RTV, che dichiara di voler licenziare 12 lavoratori dei 22 complessivi. La gravità della situazione, di per sé già evidente, si complica maggiormente se si pensa che il settore dell’emittenza privata è oggetto di sostegni economici a carattere pubblico, e sia in un caso che nell’altro, le stesse aziende, partecipando ai bandi, sono state destinatarie di ingenti contribuzioni di denaro pubblico. SLC-CGIL, nel ribadire la netta contrarietà ai licenziamenti, invita l’azienda e rivedere le proprie posizioni precisando che, in caso contrario, attiverà tutte le iniziative utili e necessarie per la tutela dei diritti dei lavoratori interessati“.