Il tutto è frutto dell’operazione risalente al 2 ottobre dell’anno scorso, quando gli stessi agenti del Commissariato avevano già arrestato sette pregiudicati lametini, ritenuti responsabili, a vario titolo, di fabbricazione, detenzione e porto in concorso di due ordigni esplosivi di micidiale potenza, sequestrati il 2 aprile e il 28 giugno del 2013, mentre venivano trasportati sul luogo dove dovevano essere collocati.
Dalle indagini era emerso che il capo del gruppo criminale era proprio Greco, il quale aveva dato il via ad una grave azione intimidatoria verso un pregiudicato di Lamezia Terme.
La macabra intenzione, però, non ha dato i suoi frutti, troncata sul nascere dall’azione della Polizia, che per ben due volte ha sequestrato i due ordigni, definiti dagli artificieri ad altissimo potenziale distruttivo, arrestando tutti coloro che erano stati incaricati di collocarli nei pressi dell’abitazione della vittima prescelta. È arrivata, in seguito, un’ordinanza di custodia cautelare per usura nei confronti di Greco.
Le ricerche sono andate ancora avanti, maturate poi, sempre su disposizione della Procura di Lamezia Terme, in approfondite indagini patrimoniali, dalle quali Greco e i suoi familiari sono risultati colpevoli di attività delinquenziali: il gruppo, infatti, aveva disponibilità di beni immobili e autovetture non giustificabili con i redditi dichiarati.
