
Proprio ieri “Il Quotidiano” pubblicava alcuni passaggi chiave dell’informativa della Polizia sul concorso pubblico per dirigente di primo livello presso l’Unità operativa complessa di Dermatologia dell’Azienda ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli, la cui vincitrice è risultata Valeria Falcomatà, moglie di Naccari, nonché figlia dell’ex Sindaco Italo Falcomatà.
Ecco le tre espressioni riportate sul quotidiano che fanno emergere i capisaldi intorno a cui ruota l’intera accusa. Il tutto è partito da alcune registrazioni di un colloquio in cui ad intervenire è stata Maria Carmela Arcidiaco, il Primario facente funzioni del reparto di Dermatologia degli Ospedali Riuniti, che denunciava in questo modo l’andamento del concorso, riferendosi al coinvolgimento del Dott. Vincenzo Schirripa: “Ritengo assolutamente improprio che il Dott. Schirripa – ha dichiarato l’Arcidiaco – abbia fatto parte della Commissione esaminatrice, in quanto nel medesimo contesto temprale risulta partecipare al concorso per Dirigente medico di II livello, le cui prove di esame dovrebbero svolgersi il prossimo 29 gennaio (2009, ndr). Appare chiaro – ha continuato la Dottoressa (le cui dichiarazioni sono riportate integralmente sull’informativa dell’inchiesta della Polizia diretta da Domenico Crupi) – l’intento dello Schirripa di occultare dinnanzi all’autorità giudiziaria il proprio interesse verso tale nomina, così da ‘smontare’ la contestazione provvisoria contenuta nell’invito a rendere interrogatorio notificatogli”. Ed ecco il passo saliente: “La nomina di Schirripa – sempre a detta dell’Arcidiaco – era stata imposta da Naccari per garantire la vittoria della propria consorte Falcomatà, ed il Naccari in contropartita avrebbe poi provveduto a ricompensare Schirripa con il posto al quale io aspiravo”. Ad onor di cronaca bisogna aggiungere che la posizione di Schirripa è stata stralciata nel corso del processo.
Si ricorda che insieme a Demetrio Naccari Carlizzi, sotto accusa per falsità ideologica e “induzione indebita a fare o promettere utilità” (art 319 quater cp) e a Valeria Falcomatà, quindici giorni fa è stato notificato l’avvio di chiusura delle indagini anche a Domenico Mannino, Paolo Vazzana, Igino Aldo Postorino, Giuseppe Crisalli, Giuseppa Caserta, Antonio Bonura, Silvia Falvo e Pasquale Giorgio Piraino (quest’ultimi tre avrebbero, per la Procura, reso false dichiarazioni durante l’interrogatorio). Stralciate, invece le posizioni di Vincenzo Schirippa, Giuseppe Foti, Mario Santagati e Giancarlo Valenti.