La proposta dell’Assessore Trematerra si rifà alla politica agricola comunitaria che individua nella conservazione della biodiversità e nella tutela dei sistemi agro-forestali ad alto valore naturale uno degli obiettivi fondamentali per favorire lo sviluppo rurale dei territori. La stessa politica agricola, difatti, incentiva e promuove il ruolo del mondo agricolo come principale tutore del patrimonio naturalistico. E l’invito dell’Ue agli Stati membri di identificare le zone ad alto valore naturale nell’ambito degli ecosistemi agricoli ha lo scopo individuare, successivamente, precise politiche di intervento a favore del paesaggio e della biodiversità, con gli strumenti previsti dal II pilastro della Pac.
“Già il Psr Calabria 2007/2013 – spiega Trematerra – si è concentrato sulla protezione dei sistemi naturali e sulla salvaguardia della biodiversità, in particolare con le misure 216 e 227 che prevedono interventi atti alla conservazione dello spazio naturale ed al mantenimento o alla ricostruzione di elementi del paesaggio rurale. È cosa certa ormai – afferma l’esponente della Giunta regionale – che l’agricoltura praticata nelle aree agricole ad alto valore naturale ha un ruolo fondamentale in termini di conservazione della biodiversità e di resistenza degli ecosistemi agli stress ambientali. Per cui, le aree agricole e forestali ad alto valore naturale avranno un ruolo centrale nel Psr Calabria 2014/2020. Su di esse – ribadisce infine l’assessore Trematerra – verranno concentrate importanti risorse per assicurare e tutelare la loro funzione produttiva, protettiva, turistico–ricreativa e di salvaguardia dell’ambiente naturale”.
In Calabria le aree ad elevato valore naturalistico (ad esclusione delle aree protette e delle aree natura 2000 già tutelate in quanto di notevole valore ambientale) ammontano a circa 237mila ettari, pari al 15% dell’intero territorio regionale.
