I fatti risalgono al periodo agosto-ottobre dello scorso anno. La professoressa ha più volte esibito agli investigatori lettere anonime ricevute nei modi più diversi, dalla buca della posta al cassetto di servizio della sala docenti della scuola o incastrati nella portiera della propria automobile. In un’altra occasione, l’insegnante ha riferito che tre soggetti non identificati l’avrebbero addirittura attesa nei pressi della propria autovettura, parcheggiata, a suo dire, in un luogo isolato, al fine di minacciarla per farla desistere dal perseverare nell’affrontare le problematiche di cui sopra.
Le indagini della Squadra mobile hanno evidenziato parecchi dubbi sulla veridicità di quanto denunciato. Il pm Santi Cutroneo ha autorizzato la comparazione con la grafia della stessa docente ed e’ emerso che i manoscritti erano stati redatti da lei stessa.
