Il progetto è stato ispirato dal lavoro del Professor Rob Procter, dell’Università di Warwick, il quale si è molto impegnato ad esaminare gli innumerevoli messaggi mandati su Twitter in seguito ad atti di disordine civile.
Pheme classifica i “rumor” del web in quattro categorie (speculazione, controversia, informazione sbagliata e disinformazione) e ordina le fonti per valutare la loro autorevolezza, suddividendole in esperti, giornalisti, testimoni oculari o cittadini comuni.
In questo modo, diventa possibile individuare direttamente gli account Twitter creati solo per diffondere false informazioni e, incrociando le varie news, Pheme rimanda poi il risultato ad una dashboard visuale per capire anche l’andamento delle conversazioni su una determinata notizia.
La ricerca per la realizzazione di Pheme si svolgerà nell’arco di 3 anni: si avranno a disposizione 18 mesi per creare un prototipo di software, e altrettanti di sperimentazione e test svolti dalla piattaforma giornalistica svizzera swissinfo.ch e dall’ospedale psichiatrico del King’s College di Londra.
