
Tornati poi a “casa”, nuovamente i due Bronzi sono stati costretti ad andare “sotto i ferri” di Paola Donati, dell’Istituto Superiore Centrale del Restauro, e di Cosimo Schepis, della Soprintendenza di Reggio Calabria, i due esperti che hanno portato alla luce altre particolarità riguardanti la costituzione delle statue: da una pulitura interna, infatti, si è scoperta la caratteristica composizione del sistema del fissaggio degli occhi.
In seguito al soggiorno durato tre anni, con annessi i lavori di restauro, presso Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale di Reggio Calabria, i due colossi sono tornati ad essere esibiti nel Museo Archeologico Nazionale della città, chiuso per anni per ristrutturazione e inaugurato lo scorso 21 Dicembre.
Alberto Angela sarà interlocutore anche di quest’ultimo importante passaggio, che ha avuto luogo alla presenza del Ministro dei Beni Culturali, Massimo Bray e del Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti; si rivivrà il momento del taglio del nastro posto al portone del Museo con la visione delle conseguenti immagini della struttura. Una grande novità per le statue sono stati, senza dubbio, i due piedistalli antisismici sui quali sono tuttora adagiati, progettati dall’ingegnere dell’Enea, Gerardo De Canio.
Queste le cose risapute, ma altre storie velate, forse mai esistite, ma comunque da approfondire verranno poste al centro del racconto di domenica di “Ulisse”.
Per tutto questo, e per la grande attrazione che i Bronzi di Riace riescono ancora a provocare nei turisti di tutto il mondo, Reggio deve essere orgogliosa di avere come patrimonio cittadino quelli che sono e devono rimanere il fulcro del turismo culturale della città.
