“Il terminale Mct – si legge ancora – è dotato di strutture sia fisse che mobili: 22 gru di banchina su rotaia, 1 gru su gomma gottwald, 90 straddle carrier, 3 reach stacker, 6 empty handler, 4 multitrailer (motrici e trenini), 7 ralle (motrice+trailer sia normali che mafi)“. La scelta del porto di Gioia Tauro è stata operata, oltre che per le sue caratteristiche, “anche in virtù delle informazioni e delle indicazioni fornite dal Comandante del porto circa la fattibilità tecnica dell’operazione“.
CONDIZIONI DI SICUREZZA – “La sicurezza per sostanze tossiche 6.1 è data dal sistema di packaging che avviene nell’assoluto rispetto delle norme internazionali in materia. Nel caso specifico il packaging viene effettuato da personale siriano addestrato all’uopo in Libano da funzionari dell’Opac (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche; Ndr) che ne ha certificato la preparazione. Ispettori internazionali (non siriani) dell’organizzazione vigileranno sulle procedure di packaging che prevedono tre strati di imballaggio“.
Una volta imballate le sostanze “saranno caricate in appositi container totalmente stagni (come previsto dalla normativa internazionale). Prima del carico sulla nave danese è previsto il controllo da parte del Comandante delle certificazioni rilasciate dall’Opac, la quale ha assicurato una costante vigilanza nel corso delle navigazione per verificare l’insussistenza di fuoriuscita di sostanze“. Nel porto di Gioia Tauro – conclude la nota – “sarà assicurata la necessaria vigilanza di security, sia lato terra che lato mare, per tutta la durata delle operazioni“.
