Ad illustrare tutti i dettagli è stato il Presidente Carlo Alberto Porcino, coadiuvato dai tecnici e dall’addetto stampa Vincenzo Minniti. “Dobbiamo andare oltre il numero dei passeggeri, che comunque conferma le potenzialità del nostro scalo – ha esordito Porcino – perchè in due anni, dal 2011 al 2013, abbiamo abbassato i nostri costi da 9 a 4,7 milioni di euro (costi complessivi), in base a una razionalizzazione dell’utilizzo del personale che abbiamo potuto fare al meglio riorganizzando i servizi. L’Aeroporto ha continuato a funzionare, forse perché prima questi stessi servizi venivano gonfiati nei costi. Abbiamo ridotto tutte le consulenze esterne, già da agosto 2011 appena siamo arrivati. Abbiamo avuto alcune difficoltà prima di Natale perché un’azione da parte di un nostro ex consulente ha vanificato il finanziamento ad hoc avuto dalla Provincia, il nostro socio di maggioranza, per pagare gli stipendi dei dipendenti. Quell’azione improvvida venuta fuori durante le festività natalizie ci ha creato problemi, ma noi rispetto al passato non abbiamo cambiato tanto per cambiare. Abbiamo fatto dei cambiamenti perché riteniamo sia fondamentale la legalità. Prima non venivano fatte manifestazioni d’interesse, non venivano fatti bandi, invece noi abbiamo dovuto razionalizzare tutto all’insegna della legalità. Ad ottobre 2011 abbiamo spiegato che tutti gli incarichi li facciamo attraverso l’ufficio legale dell’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria, che ci ha consentito di risparmiare. Anche sul settore degli appalti abbiamo tagliato gran parte del 50% dei costi in meno. Il servizio di manutenzione fino al 31 dicembre 2012 l’abbiamo espletato con una ditta esterna, invece dal 2013 abbiamo internalizzato il servizio con notevoli risparmi nonostante ad agosto 2012 avessimo i nastri trasportatori dei bagagli siano rimasti bloccati per venti giorni, mentre nel 2013 i nastri non si sono fermati una sola giornata, con una manutenzione regolare. Solo sulla manutenzione abbiamo avuto un 72% di risparmi rispetto a prima: ci rendiamo conto che abbiamo toccato interessi e cose che non dovevamo toccare, ma chiunque sia che se ne faccia una ragione, l’aeroporto è della città, non dei singoli. Può anche darsi che noi abbiamo sbagliato, nessuno dice che siamo infallibili, se abbiamo commesso errori siamo pronti ad ammetterlo, ma il nostro obiettivo è restituire l’aeroporto alla città. Qui ogni giorno ognuno tira fuori una soluzione per rilanciare l’aeroporto, come per la Reggina, ognuno è allenatore per la Reggina, ma chi è che mette i soldi per comprare i giocatori? Qui è la stessa cosa, noi abbiamo illustrato a novembre 2011 all’ENAC il nostro piano, e abbiamo fatto tutto quello che abbiamo detto e che l’ENAC ci ha chiesto. Poi abbiamo presentato il piano sulle limitazioni, concordando quello che si può rivedere senza inventarci mai nulla, nonostante ad oggi il documento per le compagnie aeree non sia stato modificato, e ancora oggi le compagnie chiedono abilitazioni particolari nonostante avessimo concordato con ENAC la risoluzione di alcune limitazioni. Questa è la base per il lancio dell’aeroporto, ma senza l’autorizzazione dell’ENAC non possiamo autorizzarlo. Il 16 ottobre abbiamo chiesto la famosa concessione totale al Presidente dell’ENAC che ci ha assicurato si trattasse di una formalità, ma ancora oggi questa partita non è stata chiusa. Il perché l’abbiamo capito a fine anno, quando l’ENAC ci ha chiesto conto sul piano industriale presentato nel 2012 su cui siamo fermi per le convenzioni non firmate dalla Regione, dove ci sono 9 milioni e mezzo di fondi che potrebbero lanciare l’aeroporto ma che non possono partire perché non arrivano”.

“Per quanto riguarda i costi del personale, siamo scesi da 3 milioni e 300 mila euro a due milioni di euro annui dal 2011 al 2013, senza mettere le mani nelle tasche delle persone, ma solo applicando il contratto di lavoro, eliminando gli sprechi precedenti. Non potevamo più permetterci 12.000 ore di straordinari annui, o altre situazioni molto particolari. Ci confrontiamo sempre con le organizzazioni sindacali, ma con enormi sacrifici e con grande responsabità abbiamo pagato la mensilità poco prima di Natale, il problema è che la situazione creditoria non ci consente di andare avanti in modo sereno”.