Marando quindi è entrato più nel dettaglio, raccontando un unico episodio riguardante un tentativo di corruzione a favore di uno dei suoi fratelli, Francesco, che si trovava sotto processo. “Io ho portato cento milioni di lire dalla Calabria a Torino e li ho dati a mia cognata – ha raccontato – Doveva consegnarli all’avvocato di mio fratello, Alfredo Biondi, e servivano per corrompere il giudice.” Il tentativo non è però andato a buon fine: “la condanna a mio fratello è stata addirittura aumentata, e non è stato difeso da Biondi, ma dal figlio. Quindi poi ci siamo fatti restituire i soldi dall’avvocato”. Riguardo altri episodi o tentativi di corruzione, Marando non ha saputo fornire ulteriori dettagli, affermando: “So solo che mio fratello Pasqualino si era occupato di diverse situazioni”.
‘Ndrangheta, pentito Marando: “corrompevamo giudici”
