Catanzaro: delibera della Giunta dopo sentenza TAR, scoppia la polemica

Scoppia la polemica su una delibera della giunta comunale di Catanzaro approvata ieri dopo la sentenza del Tar sulle elezioni amministrative del maggio scorso. Alle ore 17.00 – secondo quanto riporta la delibera pubblicata sull’albo online del Comune di Catanzaro – la giunta comunale di Catanzaro si e’ riunita per il ricorso al consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. La delibera approvata e’ la n. 482 del 22/11/2012. A presiedere i lavori dell’esecutivo e’ stato il vice sindaco Sinibaldo Esposito perche’ il sindaco era assente. Nella delibera approvata e’ stato deciso di ”proporre ricorso dinanzi al Consiglio di Stato avverso la sentenza/dispositivo del Tar Calabria n. 1145 del 22 novembre 2012 con istanza di sospensione della esecutivita’ della stessa, con nomina sia congiunta che disgiunta degli avvocati Prof. Franco Gaetano Scoca e Giuseppe Iannello”. Nell’atto della giunta e’ evidenziato anche che si ritiene necessario ed urgente proporre ricorso al Consiglio di Stato avverso la ”predetta decisione, con istanza di sospensione della sua esecutivita’, presentandosi la predetta decisione errata e ingiusta”.

Sulla delibera della giunta e’ intervenuto il candidato al consiglio comunale di Sel ed uno dei ricorrenti al Tar, Giuseppe Pisano, secondo il quale ”nonostante la sentenza del Tar, che ha ripristinato la legalita’, in un territorio che ha bisogno di chiarezza, incredibilmente continuano ad essere adottati atti illegali e illeciti e illegittimi da soggetti ed organi che, a seguito della detta sentenza, sono giuridicamente inesistenti e decaduti. Ed infatti, dopo che il Tar ha dichiarato la decadenza di Abramo e della sua Giunta, la Giunta, che gia’ non esisteva piu’, essendo la sentenza immediatamente esecutiva, si e’ riunita ed ha adottato la delibera N. 482/2012 visibile sul sito del Comune di Catanzaro, con cui, sentite e tremate, e’ stato dato incarico agli avvocati Scoca e Iannello, con contestuale impegno di spesa, a carico della collettivita’, per proporre appello al Consiglio di Stato”. ”Non puo’ – conclude Pisano – non vedersi in tale atto deliberativo, adottato da un organo che non esiste piu’ e da soggetti che non sono piu’ assessori, un evidente e chiaro abuso con evidente profili penali oltre che con nette connessione sotto il profilo del danno erariale”.