Si sono concluse le ispezioni dei carabinieri del nucleo sommozzatori di Messina a Capo Bruzzano. I militari non hanno trovato traccia della nave la cui presenza era stata segnalata dai sub che hanno ritrovato l’effige del leone di bronzo. Al termine delle ispezioni i sommozzatori hanno lasciato l’area. La soprintendente ai beni archeologici della Calabria, Simonetta Bonomi, ha assistito a tutte le operazioni insieme al comandante del nucleo tutela patrimonio artistico di Cosenza, Raffaele Giovinazzo, ed al comandante della compagnia dei carabinieri di Bianco, Francesco Donvito. ”Nell’ispezione della prima area – ha detto Bonomi – dove era stata segnalata la presenza di un’armatura o di una statua e’ stato trovato il radiatore di un motore per imbarcazione. Nella seconda area, dove e’ stata trovata la testa di leone in bronzo, le ricerche hanno dato esito negativo. In quell’area era stata segnalata la presenza di una nave”. Adesso in molti si chiedono che fine abbia fatto questa nave, anche se non è da escludere che sia stata solo una segnalazione errata.
Intanto la testa di leone e’ stata nuovamente affidata ai carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico che la porteranno all’Universita’ della Calabria dove, gia’ dai prossimi giorni, saranno effettuate le analisi chimiche e fisiche per stabilire l’epoca di realizzazione. Poi ci sara’ il restauro. ”La testa del leone – ha concluso Bonomi – e’ un pezzo enigmatico. Da una prima analisi potrebbe appartenere ad epoca romana o addirittura a quella rinascimentale”.