
Bisognerà attendere almeno un mese per una prima datazione del leone di bronzo rinvenuto nei bassi fondali di Capo Bruzzano. Delle analisi se ne occuperà l’Università della Calabria. Una scoperta quindi che, almeno per il momento, è a tutto appannaggio della regione. Intanto le ricerche di una presunta nave sepolta nella sabbia, come abbiamo già avuto modo di annunciare, hanno avuto esito negativo. E su questo la soprintendente ai beni archeologici della Calabria, Simonetta Bonomi, ha abbozzato una polemica: “Tanto rumore per nulla. Bisognerebbe dire quanto è costato allo Stato tutto questo circo ed era una situazione che si poteva evitare. Bastava attenersi alle procedure ed evitare di informare prima la stampa e poi le autorità. Ci saremmo evitati tutte queste spese inutili”. Sulla vicenda del ritrovamento della testa del leone è intervenuto anche il sindaco di Bianco, Antonio Scordino, il quale ha rivolto un appello alla sovrintendenza ai beni archeologici affinché i ”reperti che vengono trovati restino sul territorio”.