Voto fuori sede, l’allarme del sindaco di Roccella Jonica: “centinaia di migliaia di studenti e lavoratori rischiano di non poter votare”

Vittorio Zito chiede di prorogare la scadenza del 31 dicembre per presentare le domande e denuncia le difficoltà burocratiche della nuova legge. Il Comune avvia una campagna informativa e scrive a Università, rappresentanze studentesche e ANCI per garantire il diritto di voto

La nuova legge sul voto fuori sede riconosce finalmente a studenti e lavoratori la possibilità di votare senza dover tornare nel proprio Comune di residenza, ma le procedure previste rischiano di trasformare questo diritto in un percorso burocratico difficile da completare. A lanciare l’allarme è il sindaco di Roccella Jonica, Vittorio Zito, che richiama l’attenzione sulla scadenza del 31 dicembre 2026, termine entro il quale chi si trova temporaneamente domiciliato in un’altra Regione dovrà presentare domanda per poter esercitare il diritto di voto nell’anno successivo. Il primo cittadino teme che la complessità degli adempimenti e il poco tempo a disposizione possano escludere centinaia di migliaia di persone dalle prossime elezioni politiche. Per questo propone una finestra straordinaria per il primo anno di applicazione della normativa e annuncia una campagna di informazione e mobilitazione, accompagnata da iniziative istituzionali già intraprese dal Comune di Roccella Jonica.

“La legge ha riconosciuto un diritto atteso da anni – ed è certamente un passo in avanti – ma ha affidato il suo concreto esercizio ad un meccanismo farraginoso, che va certamente semplificato, e che rischia di rendere il voto fuori sede non esercitabile per centinaia di migliaia di studenti e lavoratori per le prossime elezioni politiche. Per questo si dovrebbe valutare, per il solo primo anno di applicazione, una finestra straordinaria per presentare la domanda oltre il 31 dicembre e fino al 45esimo giorno antecedente la data del voto”, dichiara Zito, sottolineando la necessità di intervenire prima che le difficoltà organizzative compromettano concretamente la partecipazione elettorale.

Voto fuori sede, cosa prevede la nuova legge e chi può presentare domanda

La legge 9 ottobre 2026, n. 180, entrata in vigore il 24 ottobre, introduce all’articolo 8 un nuovo sistema per consentire agli elettori fuori sede di partecipare alle elezioni politiche, europee e ai referendum. La normativa prevede l’istituzione, presso ciascun Comune, di un apposito elenco degli elettori temporaneamente domiciliati fuori dalla propria Regione di iscrizione elettorale. Per gli studenti e i lavoratori è richiesta una permanenza prevista di almeno nove mesi in una Regione diversa da quella di residenza elettorale. Il sistema comprende, alle condizioni previste dalla legge, anche chi si trova fuori sede per motivi di cura o assistenza. L’iscrizione nell’elenco ha validità annuale e richiede quindi una nuova domanda ogni anno. Le prime indicazioni operative sono state fornite dal Ministero dell’Interno con la circolare n. 65 del 15 ottobre 2026, ma secondo il sindaco il percorso amministrativo rimane particolarmente articolato, soprattutto per i cittadini che non hanno ancora ricevuto informazioni adeguate sulle nuove modalità di voto.

Chi intende usufruire della possibilità di votare fuori sede deve presentare la domanda al Comune di temporaneo domicilio, e non a quello di residenza, all’Università o al proprio datore di lavoro. Il termine ordinario è fissato al 31 dicembre di ogni anno, mentre chi acquisisce successivamente la condizione di fuori sede può presentare la richiesta entro trenta giorni dal trasferimento. Alla domanda devono essere allegati un documento di identità e la certificazione che attesti la permanenza prevista di almeno nove mesi, sostituibile nei casi consentiti da un’autodichiarazione soggetta a verifiche e alle eventuali sanzioni previste. Dopo la presentazione della richiesta, l’elettore deve attendere l’attestazione di ammissione, che viene rilasciata entro il decimo giorno precedente la votazione. Per recarsi al seggio sarà necessario presentare l’attestazione ricevuta, un documento di riconoscimento e la tessera elettorale. Una procedura che richiede quindi attenzione alle scadenze e una corretta comunicazione tra cittadini e uffici comunali.

Gli adempimenti dei Comuni e il rischio di ritardi burocratici

La nuova disciplina attribuisce importanti responsabilità anche alle amministrazioni comunali, chiamate a organizzare in tempi rapidi tutte le operazioni necessarie. Ogni Comune deve istituire l’elenco degli elettori fuori sede e pubblicare con adeguato anticipo un avviso informativo, indicando requisiti, termini e modalità per presentare le domande. Il Comune di domicilio deve inoltre chiedere a quello di iscrizione elettorale la conferma del possesso dell’elettorato attivo. Quest’ultimo è tenuto a fornire il riscontro in tempo utile e ad aggiornare la propria lista sezionale. Successivamente, gli elettori ammessi devono essere assegnati alle sezioni, di norma entro il limite del 10% degli iscritti di ciascuna, con la predisposizione di liste aggiunte da sottoporre al visto della commissione elettorale circondariale. Entro il 31 gennaio, inoltre, ciascun Comune deve comunicare al Ministero il numero degli iscritti, suddividendoli per categoria e Comune di provenienza.

A complicare ulteriormente il quadro, secondo quanto evidenziato nel documento diffuso dal sindaco, è il fatto che le istruzioni relative alla trasmissione dei dati, alla verbalizzazione e al computo dei votanti sono rinviate a successive circolari ministeriali, non ancora emanate al momento della comunicazione. La procedura coinvolge dunque il singolo cittadino, due amministrazioni comunali, le commissioni elettorali e il Ministero dell’Interno. In questo sistema, un avviso non pubblicato tempestivamente, una risposta tardiva tra uffici o una scadenza non conosciuta potrebbero impedire l’esercizio del diritto. Il timore espresso da Zito è che, senza un coordinamento efficace e un’informazione capillare, la nuova disciplina possa produrre un risultato molto distante dall’obiettivo per il quale è stata introdotta.

Il precedente delle Europee 2024 e il rischio per le elezioni del 2027

A rendere concreto il rischio denunciato dal primo cittadino sono anche i dati della sperimentazione sul voto fuori sede realizzata per le elezioni europee del 2024. In quell’occasione presentarono domanda poco meno di 24mila studenti, a fronte di una platea potenziale di centinaia di migliaia di persone. Le associazioni studentesche segnalarono allora che molti aventi diritto non erano nemmeno a conoscenza della possibilità di votare nel Comune di domicilio. Con la nuova normativa, la platea interessata diventa ancora più ampia perché comprende anche i lavoratori fuori sede, stimati da alcune valutazioni in oltre due milioni di persone, e gli elettori lontani dalla propria residenza per esigenze di cura o assistenza. Il problema dell’informazione diventa quindi determinante per evitare che una misura introdotta per favorire la partecipazione democratica finisca per essere utilizzata soltanto da una parte limitata dei potenziali beneficiari.

Particolarmente delicata è la questione dei tempi. Tra l’entrata in vigore della legge, avvenuta il 24 ottobre, e il termine ordinario del 31 dicembre trascorrono poco più di due mesi, comprendendo anche il periodo delle festività. Chi si trova già fuori sede alla fine dell’anno e non presenta la domanda entro la scadenza rischia di non poter usufruire della nuova modalità di voto nel 2027. Per superare queste difficoltà, Zito ritiene necessario avviare una riflessione più ampia sulla semplificazione del sistema, attraverso una domanda telematica unica a livello nazionale, lo scambio automatico dei dati tra le anagrafi in sostituzione dei riscontri tra singoli Comuni e un’iscrizione pluriennale con rinnovo semplificato. Nell’immediato, considerando l’importanza dell’appuntamento elettorale del 2027, propone invece di consentire, esclusivamente per il primo anno di applicazione, la presentazione delle richieste anche oltre il 31 dicembre, fino al quarantacinquesimo giorno precedente la data del voto.

Le iniziative di Zito: lettere alla CRUI, al CNSU e all’ANCI

Per cercare di rimuovere gli ostacoli amministrativi e informativi, il sindaco Vittorio Zito ha inviato tre comunicazioni istituzionali ad altrettanti soggetti che possono contribuire a raggiungere rapidamente studenti e amministrazioni comunali. A ciascuna delle lettere è stata allegata una guida informativa, messa a disposizione senza vincoli, con l’obiettivo di favorirne la più ampia diffusione. La prima comunicazione è indirizzata alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e alla presidente Laura Ramaciotti. Il sindaco chiede che le Università associate diano adeguato risalto alla scadenza del 31 dicembre attraverso portali istituzionali, newsletter, canali social, applicazioni e sportelli informativi. Sollecita inoltre il coinvolgimento delle rappresentanze studentesche e degli uffici per il diritto allo studio, affinché possano raggiungere direttamente gli iscritti fuori sede. Tra le richieste figura anche la possibilità di agevolare il rilascio online, senza attese, del certificato di iscrizione universitaria, con una dicitura che ne specifichi l’utilizzo per l’inserimento nell’elenco elettorale. Zito propone infine l’individuazione di un referente e la predisposizione di una pagina informativa unica che rimandi agli avvisi pubblicati dai Comuni sede degli Atenei.

La seconda lettera è rivolta al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU), presso il Ministero dell’Università e della Ricerca. In questo caso il primo cittadino chiede di distribuire la guida informativa ai rappresentanti degli studenti nei diversi Atenei e alle organizzazioni studentesche, utilizzando anche i canali ufficiali del Consiglio. Invita inoltre il CNSU a portare la questione all’attenzione del Ministero attraverso un parere o una mozione che raccomandi alle Università di garantire un’informazione tempestiva e diffusa e di rendere rapidamente disponibile, anche online, il certificato necessario per la domanda. Il sindaco sollecita un intervento nei confronti della CRUI e degli Atenei affinché venga pubblicizzata la scadenza del 31 dicembre e chiede anche in questo caso l’indicazione di un referente con il quale il Comune di Roccella Jonica possa coordinare la distribuzione dei materiali informativi e affrontare gli eventuali dubbi degli studenti.

Le richieste all’ANCI per aiutare i Comuni, soprattutto quelli più piccoli

La terza comunicazione è stata inviata all’ANCI nazionale, all’attenzione del presidente Gaetano Manfredi e del segretario generale Veronica Nicotra, con sei proposte finalizzate a sostenere le amministrazioni locali, in particolare quelle di dimensioni più contenute. Zito chiede innanzitutto che venga trasmessa a tutti i Comuni, anche attraverso le articolazioni regionali dell’associazione, una nota informativa che ricordi la scadenza del 31 dicembre, la necessità di istituire immediatamente gli elenchi e l’obbligo di pubblicare i relativi avvisi. Propone poi la predisposizione di un vademecum operativo, di modelli uniformi per gli avvisi e la modulistica e di risposte ai quesiti ricorrenti, così da semplificare l’attività degli uffici. Un’altra richiesta riguarda l’attivazione di un canale dedicato ai riscontri tra Comuni, attraverso un elenco dei referenti e degli indirizzi PEC degli uffici elettorali oppure uno strumento telematico condiviso che permetta di velocizzare le verifiche sul possesso dell’elettorato attivo.

Il sindaco propone inoltre momenti specifici di formazione per il personale degli uffici elettorali e anagrafici, anche in relazione all’istruttoria delle domande e al trattamento dei dati personali. Chiede all’ANCI di avviare un’interlocuzione con il Ministero dell’Interno per ottenere tempi certi sulla pubblicazione delle circolari ancora attese, strumenti nazionali di semplificazione e automazione e chiarimenti applicativi, soprattutto riguardo al limite del 10% degli elettori fuori sede assegnabili alle sezioni nei Comuni universitari e in quelli caratterizzati da un’elevata presenza di lavoratori non residenti. L’ultima proposta riguarda l’organizzazione di una campagna informativa rivolta direttamente ai cittadini, in collaborazione con la CRUI e il CNSU, per assicurare che studenti e lavoratori possano conoscere per tempo i nuovi diritti e gli adempimenti necessari per esercitarli.

Roccella Jonica ha già istituito l’elenco degli elettori fuori sede

Accanto alle richieste rivolte agli organismi nazionali, il Comune di Roccella Jonica ha avviato una serie di iniziative sul proprio territorio. Lo scorso 16 ottobre la Giunta comunale ha approvato un apposito atto di indirizzo e l’amministrazione ha successivamente istituito l’elenco degli elettori fuori sede, individuando un referente e attivando un indirizzo PEC dedicato. È stato pubblicato anche l’avviso pubblico e sono state predisposte tre distinte guide informative, rivolte rispettivamente agli studenti, ai lavoratori e a chi si trova lontano dal proprio Comune per motivi di cura o assistenza. L’iniziativa assume particolare rilevanza per una comunità che conta centinaia di cittadini iscritti nelle liste elettorali locali ma temporaneamente domiciliati fuori Regione. L’amministrazione ha inoltre previsto l’attivazione di un punto informativo raggiungibile attraverso i propri canali social, destinato a fornire supporto ai roccellesi che devono affrontare le procedure necessarie per votare nel luogo in cui si trovano temporaneamente.

L’appello al Ministero: informazione nazionale e procedure più semplici

Le iniziative del Comune si accompagnano a una serie di richieste rivolte ai principali soggetti istituzionali coinvolti nell’applicazione della nuova legge. Al Ministero dell’Interno viene sollecitata una campagna informativa nazionale, immediata e capillare, attraverso televisioni, radio, siti web, Università e scuole, insieme alla pubblicazione delle circolari attuative ancora mancanti entro tempi certi e alla realizzazione di uno strumento telematico nazionale per la presentazione delle domande e lo scambio delle informazioni tra Comuni. All’ANCI e a tutte le amministrazioni comunali viene chiesto di attivare tempestivamente gli elenchi, pubblicare gli avvisi e garantire risposte rapide alle richieste provenienti dagli altri uffici elettorali. Alle Università, alla CRUI e al CNSU viene infine rivolto l’invito a informare direttamente gli studenti e a rendere disponibile senza ritardi la certificazione di iscrizione necessaria per completare la procedura.

Il messaggio del sindaco di Roccella Jonica è quello di evitare che un’importante conquista sul piano dei diritti elettorali venga compromessa da difficoltà amministrative e da una scarsa conoscenza delle nuove disposizioni. La richiesta di semplificazione, chiarisce Zito, non vuole mettere in discussione le garanzie previste dalla normativa, ma consentire a tutti gli aventi diritto di utilizzarla concretamente. Un obiettivo che, secondo il primo cittadino, richiede un intervento coordinato dello Stato, degli enti locali e del sistema universitario prima della scadenza di fine anno.

“Non è una polemica ma un allarme operativo. Un diritto che, per essere esercitato, richiede una catena di adempimenti tra cittadino, due Comuni, commissioni elettorali e Ministero, con una scadenza unica che quasi nessuno conosce, rischia di restare sulla carta per centinaia di migliaia di giovani studenti universitari. Semplificare non significa abbassare le garanzie: significa evitare che il diritto si perda per strada. Intanto, da parte nostra, nessun roccellese fuori sede sarà lasciato solo nello svolgimento di tutti gli adempimenti necessari per l’esercizio concreto del proprio diritto al voto”.