Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani è finito nel mirino dei criminali informatici. Da alcuni giorni, sul dark web, circolano informazioni personali che lo riguardano, accompagnate da minacce e tentativi di acquisire ulteriori dettagli riservati, anche sui suoi familiari. A denunciare quanto sta accadendo è stato lo stesso titolare della Farnesina attraverso un messaggio pubblicato su X, mentre le attività di monitoraggio delle strutture di cybersicurezza hanno consentito di individuare la diffusione dei dati e le intimidazioni.
“Criminali informatici da giorni hanno diffuso i miei dati personali sul dark web e cercano altre informazioni, di fatto esponendomi a nuove minacce e intimidazioni. Coinvolgono anche la mia famiglia, sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari”, ha denunciato Tajani, descrivendo una situazione che coinvolge direttamente anche la sua sfera privata.
Tajani denuncia le minacce: “non mi farò intimidire in nessun modo”
Di fronte alle minacce informatiche, il ministro degli Esteri ha ribadito la volontà di proseguire il proprio lavoro istituzionale e di rafforzare la cooperazione internazionale sul fronte della sicurezza.
“La mia reazione è molto semplice: non mi farò intimidire in nessun modo. Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l’Italia, rafforzerò sempre più i legami e la collaborazione con i nostri alleati per proteggerci insieme”, ha assicurato il vicepremier.
Secondo Tajani, dietro le iniziative ostili nei suoi confronti ci sarebbero ragioni politiche legate alla posizione dell’Italia sulla guerra in Ucraina e al sostegno all’indipendenza e alla sovranità del Paese.
“La nostra posizione sull’Ucraina è la ragione politica per cui sono entrato nel mirino: difendere la libertà di uno Stato sovrano, schierarsi in maniera limpida a favore di democrazia e indipendenza di una nazione per queste entità criminali è pericoloso”, ha sostenuto il ministro.
Gli hacker filorussi NoName057(16) e l’elenco pubblicato su Telegram
Un elemento della vicenda riguarda il gruppo hacker filorusso NoName057(16), che ha pubblicato sul proprio canale Telegram un elenco di persone considerate ostili agli interessi della Russia e dei suoi alleati. Tra i nominativi compare anche quello di Antonio Tajani.
“Amici, abbiamo lanciato l’elenco aggiornato dei nostri ‘clienti’. Pubblichiamo per voi l’elenco attuale delle persone la cui attività opera direttamente contro gli interessi della Russia e dei nostri alleati”, si legge nel messaggio diffuso dal gruppo.
Gli hacker dichiarano inoltre di aver predisposto, sul proprio portale raggiungibile attraverso la rete Tor, una sezione denominata Tribunale, nella quale vengono pubblicate le schede delle persone individuate come obiettivi.
Il gruppo punta ad acquisire ulteriori informazioni sui soggetti inseriti nell’elenco, sollecitando la collaborazione di chiunque possa fornire elementi utili. “Abbiamo bisogno di qualsiasi informazione su di loro: contatti, spostamenti, asset e collegamenti”, scrivono gli hacker.
Nel messaggio vengono prospettate anche ricompense economiche in cambio di informazioni riservate. “Paghiamo per informazioni confermate e realmente utili. Garantiamo l’anonimato e la sicurezza al 100%. Se avete qualcosa da raccontare, inviate i dati a questo canale”, si legge ancora nella comunicazione del gruppo filorusso.
Oltre al ministro degli Esteri, l’elenco comprende altre undici persone, tra le quali figura anche il procuratore di Roma Francesco Lo Voi. I nominativi vengono presentati dagli hacker come soggetti nei confronti dei quali sarebbero già stati avviati procedimenti nell’ambito del loro cosiddetto Tribunale.
Dati personali sul dark web: cosa hanno scoperto le strutture di cybersicurezza
Le strutture di cybersicurezza hanno rilevato la presenza dei dati personali di Tajani in un’area del dark web accessibile attraverso Tor, una rete che permette di navigare in Internet con un elevato livello di anonimato.
Questa tecnologia, utilizzabile anche per finalità legittime, viene sfruttata da organizzazioni criminali per attività illecite, tra cui la compravendita di dati personali e informazioni riservate, oltre al commercio di sostanze stupefacenti, armi e materiale pedopornografico.
Le attività di monitoraggio hanno permesso di individuare sia la diffusione delle informazioni personali del ministro sia le minacce rivolte nei suoi confronti. Particolare preoccupazione riguarda il tentativo di ottenere nuovi dettagli sui suoi familiari, attraverso la promessa di compensi economici a chi fornisca informazioni considerate utili.
La risposta della Farnesina: rafforzata la sicurezza informatica del ministero
Tajani ritiene che le iniziative contro di lui possano essere collegate anche al rafforzamento delle misure di cybersicurezza del ministero degli Esteri, avviate per contrastare le incursioni informatiche e tutelare le attività istituzionali.
“Alla Farnesina lavoriamo seriamente contro queste minacce: ho creato dal 1° gennaio una ‘direzione cyber’ per proteggerci dalle incursioni informatiche di soggetti spesso collegati in qualche modo a entità statali a noi ostili”, ha spiegato il ministro.
Il titolare della Farnesina ha sottolineato che l’Italia continua a operare in stretto coordinamento con i propri alleati per rafforzare la protezione dalle minacce informatiche e contrastare le attività dei gruppi criminali che prendono di mira istituzioni e rappresentanti dello Stato.
La risposta del governo, nelle parole di Tajani, resta dunque concentrata sulla difesa della sicurezza nazionale, sulla collaborazione internazionale e sul potenziamento degli strumenti di prevenzione e contrasto agli attacchi cyber.
“Noi continueremo a difendere la nostra sicurezza, a difenderci dai criminali informatici. Con la convinzione che questo è il modo giusto per tutelare il popolo italiano e il nostro Paese”, ha concluso il vicepremier.
Meloni: “solidarietà a Tajani. Grande preoccupazione per diffusioni info riservate”
“Esprimo la mia piena solidarietà al vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, per quanto emerso sull’attività di hacker filorussi e sulla diffusione sul dark web di dati personali che lo riguardano. La messa in vendita di informazioni riservate su esponenti delle istituzioni desta grande preoccupazione e va affrontata con la massima determinazione“. È quanto dichiarato dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
