Dopo la commovente e stupenda cerimonia dello scorso 30 ottobre al Palazzo di Città che ha presentato il libro “Vito Maida cantautore e poeta” scritto dal suo grande amico e collaboratore Gaetano Drosi, si ha la sensazione che stia nascendo un vero e proprio culto per il leader del gruppo folk “I Figli di Calabria” i quali tanto lustro hanno dato a Soverato, alla Calabria e all’Italia intera pure all’estero per oltre trenta lunghi anni. Innumerevoli sono stati i messaggi ricevuti dalla famiglia, dall’autore del poderoso libro, dal Comune, dagli stessi componenti la band, dai relatori, dall’editore di Libritalia di Vibo V., dalla Università della Terza Età che ha organizzato l’evento e dalla stessa Università delle Generazioni di Badolato. Messaggi sono pervenuti da ogni parte della Calabria, d’Italia e del mondo.
In particolare, nei giorni scorsi, in occasione del rito di commemorazione dei defunti, si è verificata una cosa mai successa o mai saputa: estimatori e gente comune si sono recati alla tomba di Vito Maida per rendergli omaggio, anche da fuori Soverato. Infatti, una donna di Catanzaro, inviandoci una foto della lapide, ha tenuto a farci sapere che “Tra la storia e la bellezza che il Poeta di Soverato ha regalato al mondo ho lasciato un fiore e una preghiera!”. Chissà quanti altri come questa sensibile, devota ammiratrice!
Sulla lapide di “Vito Maida Poeta” è riportata una delle sue più celebri poesie: “Nel viaggio / si consuma l’incertezza / e più della partenza / e dell’arrivo / conta la strada / e un pezzo di specchio / per tornare”. Adesso, dopo la memorabile cerimonia di presentazione, da più parti si pensa a nuove iniziative, mentre il Sindaco e i suoi collaboratori stanno valutando quale luogo della Perla dello Jonio intitolare al compianto e grande poeta. E sarebbe proprio il caso di pubblicare tutte le sue stupende canzoni, oggi vera letteratura, specialmente a favore delle nuove generazioni.
