Sondaggi politici, gli italiani giudicano Trump dopo le elezioni USA: dalla vittoria dei Democratici ai timori per la guerra con l’Iran

La nuova rilevazione di Termometro Politico analizza le opinioni degli italiani sulle elezioni di Midterm negli Stati Uniti e sul futuro del conflitto tra Washington e Teheran. Economia, sfiducia nel presidente americano e politica estera tra le ragioni più indicate per la sconfitta repubblicana

La vittoria dei Democratici alle elezioni di Midterm negli Stati Uniti e le prospettive della guerra tra USA e Iran sono al centro del nuovo sondaggio di Termometro Politico, realizzato tra il 4 e il 5 novembre 2026. La rilevazione fotografa le opinioni degli italiani sulle ragioni del risultato elettorale americano e sulle possibili evoluzioni delle tensioni tra Washington e Teheran, con particolare attenzione alle scelte politiche del presidente Donald Trump. Le risposte mostrano che una parte consistente degli intervistati collega la sconfitta repubblicana alle difficoltà economiche, alla sfiducia personale nei confronti del presidente e alla sua politica estera. Sul futuro del conflitto con l’Iran, invece, emergono valutazioni differenti: il 44,1% ritiene possibile una ripresa delle ostilità, mentre il 47,7% non la prevede, pur distinguendosi tra chi immagina una situazione di stallo e chi considera possibile un accordo.

Elezioni Midterm USA, gli italiani indicano economia e sfiducia in Trump tra le cause della vittoria democratica

La prima domanda del sondaggio riguarda le ragioni della vittoria dei Democratici nelle elezioni di Midterm del 2026, che hanno portato il partito a conquistare il controllo del Congresso americano. Secondo gli intervistati, la spiegazione più frequente è di natura economica. Il 28,6% attribuisce il risultato a problemi come l’aumento dei prezzi della benzina, indicando quindi il costo della vita e le difficoltà economiche tra i fattori che avrebbero influenzato le scelte degli elettori statunitensi. Una percentuale praticamente identica, pari al 28,3%, sceglie invece la risposta che richiama la sfiducia personale nei confronti di Donald Trump, associandola a presunte vicende di corruzione e ai riferimenti agli Epstein files. Si tratta di una valutazione proposta nel questionario e selezionata dagli intervistati, non di un accertamento giudiziario sulle accuse richiamate. Al terzo posto si colloca la politica estera americana, indicata dal 23% degli intervistati. La risposta fa riferimento alla guerra con l’Iran e ai rapporti degli Stati Uniti con Israele, temi che una parte del campione considera rilevanti per comprendere il risultato delle elezioni. Complessivamente, queste tre spiegazioni raccolgono il 79,9% delle risposte, mostrando quanto le valutazioni sull’operato di Trump e sulle scelte della sua amministrazione siano centrali nella percezione degli intervistati italiani.

Politica interna, immigrazione e rapporti con Putin: le altre risposte del sondaggio

Le altre motivazioni indicate dagli intervistati raccolgono percentuali decisamente più contenute. Il 5,9% attribuisce il risultato alle politiche interne dell’amministrazione Trump, facendo riferimento all’autoritarismo e all’attività dell’ICE, l’agenzia federale statunitense impegnata nell’applicazione delle norme sull’immigrazione. Il 5,7% interpreta invece la vittoria dei Democratici come una conseguenza della normale alternanza politica che spesso caratterizza le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Una quota del 2,9% indica il calo dell’affluenza tra gli elettori repubblicani, mentre il 2,2% sceglie la risposta relativa alla vicinanza di Trump a leader autoritari, con particolare riferimento al presidente russo Vladimir Putin e alla guerra in Ucraina. Soltanto lo 0,6% attribuisce il risultato alla scelta di candidati democratici particolarmente popolari. Il restante 2,8% dichiara di non sapere oppure preferisce non rispondere.

Guerra USA-Iran, il 44,1% degli italiani teme una ripresa delle ostilità

La seconda parte del sondaggio affronta un tema di particolare rilevanza internazionale: la possibilità che la guerra tra Stati Uniti e Iran riprenda dopo le elezioni di Midterm. Alla domanda sulle prospettive del conflitto, il 13,4% degli intervistati risponde affermativamente, esprimendo il timore che Trump possa decidere un’azione militare ancora più intensa, fino a ipotizzare il possibile impiego di armi nucleari. Una percentuale più elevata, pari al 30,7%, ritiene invece che le ostilità possano riprendere, ma con un’intensità non superiore a quella registrata negli ultimi mesi. Sommando le due risposte, emerge che il 44,1% degli intervistati considera possibile una ripresa della guerra. All’interno di questo gruppo prevale nettamente l’ipotesi di una ripresa delle operazioni militari senza un aumento della loro intensità rispetto allo scenario precedente. È importante precisare che il dato rappresenta esclusivamente la percezione degli intervistati: il sondaggio non costituisce una previsione militare né fornisce elementi per stabilire quali decisioni saranno adottate dall’amministrazione americana.

Il 47,7% non prevede una ripresa della guerra: tra stallo e possibilità di accordo

Di fronte all’ipotesi di nuove ostilità, una parte leggermente più ampia del campione esprime una valutazione differente. Il 30,7% degli intervistati ritiene che la situazione tra Washington e Teheran rimarrà sostanzialmente bloccata ancora per molto tempo, senza una ripresa significativa delle operazioni militari. Il 17%, invece, considera possibile un avvicinamento a un accordo tra Stati Uniti e Iran dopo il passaggio elettorale americano. Le due risposte raggiungono complessivamente il 47,7%, superando di 3,6 punti percentuali la quota di chi ipotizza la ripresa del conflitto. L’8,2% degli intervistati non esprime una valutazione. La distribuzione delle risposte evidenzia quindi una sostanziale divisione del campione sulle prospettive dei rapporti tra i due Paesi, senza che emerga una posizione nettamente prevalente.

Tutti i risultati del sondaggio sulla guerra tra Stati Uniti e Iran

Alla domanda “Pensa che la guerra tra USA e Iran riprenderà, dopo le elezioni di Midterm?”, gli intervistati hanno risposto nel seguente modo:

Sì, con il timore di attacchi molto più pesanti, anche con possibile impiego dell’arma atomica: 13,4%.
Sì, ma con un’intensità non maggiore di quella degli ultimi mesi: 30,7%.
No, la situazione rimarrà bloccata ancora per molto tempo: 30,7%.
No, potrebbe essere vicino un accordo tra USA e Iran: 17,0%.
Non sa o preferisce non rispondere: 8,2%.

Come è stato realizzato il sondaggio di Termometro Politico

La rilevazione di Termometro Politico è stata condotta attraverso il metodo CAWI, basato sulla raccolta di risposte mediante questionari online. Sono state effettuate complessivamente 2.400 interviste tra il 4 e il 5 novembre 2026. Le domande hanno riguardato sia le motivazioni attribuite dagli intervistati alla vittoria dei Democratici nelle elezioni americane sia le aspettative sull’evoluzione delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. I dati devono essere letti come una fotografia delle opinioni espresse dal campione italiano e non come una misurazione diretta delle motivazioni degli elettori americani o come una previsione degli sviluppi geopolitici.

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