Nello Musumeci non si ricandiderà alla presidenza della Regione Siciliana. Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare esclude un ritorno alla guida della Regione, nonostante abbia ricevuto richieste in tal senso. Lo ha chiarito durante la trasmissione “L’Intervista”, rispondendo a una domanda su una sua possibile nuova candidatura. “Mi è stato chiesto di ricandidarmi a presidente della Regione siciliana, ma la ritengo una parentesi definitivamente chiusa”, ha dichiarato Musumeci, ribadendo la volontà di non tornare a ricoprire l’incarico già svolto in passato. Il ministro ha ripercorso con soddisfazione la propria esperienza alla guida della Sicilia, rivendicando le scelte compiute e il lavoro svolto durante il mandato. “È un’esperienza che ho fatto con tantissimo orgoglio, sono contento di quello che ho fatto e rifarei quasi tutto quello che ho deciso di fare nei cinque anni. Ho dato il meglio della mia esperienza, ma è una parentesi che si è ormai chiusa”, ha spiegato.
Musumeci: “facciamo largo ai giovani, possono fare la differenza”
La decisione di non ricandidarsi si accompagna a una riflessione sul ricambio generazionale nella politica siciliana. Musumeci ritiene sia arrivato il momento di lasciare spazio alle nuove generazioni, pur confermando la propria disponibilità a continuare a impegnarsi per il territorio. “Facciamo largo ai giovani. Io continuerò a servire la mia comunità e il mio territorio anche senza avere ruoli di responsabilità”, ha affermato il ministro. Secondo Musumeci, il contributo delle nuove generazioni può essere decisivo per il futuro della politica, a condizione che i giovani riescano a distinguersi dai comportamenti e dai limiti che hanno caratterizzato parte della classe dirigente precedente. “La differenza può farla la nuova generazione, a patto che i giovani non ereditino i vizi e i difetti di noi adulti. Oggi vedo tanti politicanti in giro, ma pochissimi politici”, ha osservato, esprimendo una valutazione critica sulla qualità dell’attuale dibattito politico.
Il richiamo alla responsabilità e al rispetto delle istituzioni
Nel corso dell’intervista, il ministro ha affrontato anche il tema dei valori che dovrebbero guidare chi sceglie di impegnarsi nella vita pubblica. Per Musumeci, fare politica significa assumersi responsabilità, avere passione e una visione del futuro, senza perdere il rispetto per le istituzioni e per le persone. Un principio che, secondo il ministro, deve valere anche nei confronti di chi sostiene posizioni differenti. Il confronto politico, infatti, può essere caratterizzato da critiche anche molto dure, ma non dovrebbe mai trasformarsi in violenza verbale o mancanza di rispetto.
Chi si avvicina alla politica, ha sottolineato Musumeci, deve avere “responsabilità, passione e visione mantenendo rispetto per le istituzioni, per le persone e per chi la pensa diversamente”. Da qui la netta distinzione tra il confronto democratico e i comportamenti che, a suo giudizio, non appartengono alla buona politica. “La rabbia non è politica, la violenza e il linguaggio violento non appartengono alla politica. La politica è garbo, rispetto e critica, anche feroce a volte, ma sempre nel rispetto dell’avversario”, ha concluso il ministro. Musumeci conferma dunque la volontà di considerare conclusa la propria esperienza alla presidenza della Regione Siciliana, senza rinunciare all’impegno per la comunità e il territorio. Un passaggio che accompagna con l’auspicio di un rinnovamento della classe politica, fondato sul protagonismo dei giovani e su un maggiore rispetto nel confronto pubblico.
