“Il Cosenza Calcio non è allo sbando”. È questo uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Fabio Lucioni, direttore sportivo del Cosenza Calcio, ospite ieri sera della trasmissione “A Lupo A Lupo”. Il dirigente rossoblù ha affrontato le principali questioni che accompagnano la stagione della squadra, dal ridimensionamento economico alla ricostruzione dell’organico, fino alle difficoltà legate alle partite disputate a Crotone e al rapporto con una tifoseria che continua a manifestare il proprio malcontento. Lucioni ha difeso il lavoro quotidiano della società e dei calciatori, sottolineando l’impegno di un gruppo che, nonostante le difficoltà, sta cercando di costruire un percorso positivo. Il direttore sportivo ha inoltre rivolto un appello ai sostenitori, auspicando che possano tornare a far sentire il proprio calore alla squadra, senza nascondere le tensioni che caratterizzano il momento del club. Al centro del suo intervento anche la necessità di affrontare una fase di ricostruzione dopo gli investimenti sostenuti negli anni precedenti.
Lucioni difende il Cosenza: “Non siamo allo sbando, lavoriamo dalla mattina alla sera”
Uno dei temi centrali affrontati dal direttore sportivo riguarda la situazione interna del Cosenza e le critiche rivolte alla gestione del club. Lucioni ha respinto l’immagine di una società priva di organizzazione, descrivendo l’impegno quotidiano della dirigenza e dello staff tecnico. Il dirigente ha raccontato le lunghe giornate trascorse allo stadio, il confronto costante tra i componenti della struttura sportiva e la ricerca di soluzioni per affrontare le difficoltà di una stagione cominciata in maniera complicata. Allo stesso tempo, ha riconosciuto il malcontento presente tra i sostenitori, rivolgendo loro un invito a sostenere nuovamente i calciatori e a contribuire al percorso della squadra.
“Il Cosenza Calcio non è allo sbando. Tutti i giorni entriamo allo stadio alle 8:00 del mattino e ne usciamo alle 20:00 di sera. Praticamente – ha dichiarato il direttore sportivo – è la nostra seconda casa. Ceniamo con lo staff, stiamo sempre insieme, cerchiamo soluzioni per far sì che, seppur iniziata in maniera un po’ tribolata, sia un’annata performante. Difendiamo questa bandiera non solo noi con i ragazzi in campo, ma anche chi ha scelto di non far sentire la propria voce e il proprio calore sugli spalti. Vorrei sensibilizzare i tifosi affinché l’amore che hanno sempre dimostrato per la propria maglia in tutti gli stadi, ritorni a fungere da supporto alla squadra”.
Il ridimensionamento economico e la ricostruzione dopo la stagione 2025/2026
Nel corso della trasmissione, Lucioni ha ripercorso anche la situazione ereditata dalla precedente stagione sportiva. Il direttore sportivo ha ricordato che il Cosenza disponeva di un organico proveniente dalla Serie B, composto da giocatori di esperienza e qualità, che avevano cercato di raggiungere l’obiettivo della risalita. Un percorso concluso con la partecipazione ai playoff e la sconfitta contro il Casarano. Da quella stagione è maturata la necessità di una revisione delle risorse economiche, che Lucioni considera una fase fisiologica dopo anni caratterizzati da investimenti importanti per il mantenimento della società. Il dirigente ha quindi descritto l’attuale annata come un momento di ripartenza, nel quale il ridimensionamento del budget deve accompagnarsi alla costruzione di un nuovo gruppo e di nuove prospettive sportive.
Riferendosi all’impegno dei calciatori della passata stagione, Lucioni ha ricordato che “lo scorso anno il Cosenza Calcio aveva un organico che retrocedeva dalla serie B, con giocatori importanti non solo per il campionato di serie C. Professionisti che hanno provato con tutte le forze a centrare l’obiettivo di risalire”.
Il direttore sportivo ha quindi approfondito le ragioni della nuova fase societaria: “La stagione calcistica 2025/26 si è conclusa con la corsa ai playoff e la sconfitta contro il Casarano. Giustamente – ha precisato Lucioni – c’è stato un ridimensionamento a livello economico, perché nel momento in cui per tanti anni si spendono fior di quattrini per mantenere una società, arriva sempre l’anno zero della ricostruzione. È una ripartenza, se vogliamo anche una nuova ondata di energia”.
La scelta di Cosenza e la fiducia nella nuova squadra
Lucioni ha raccontato anche le motivazioni che lo hanno portato ad accettare l’incarico di direttore sportivo del club rossoblù. Una scelta compiuta, secondo quanto dichiarato, nella piena consapevolezza delle difficoltà che accompagnavano da tempo la società, ma sostenuta dal valore della piazza e dalla passione calcistica della città. Il dirigente ha spiegato di non aver avuto esitazioni di fronte alla proposta, considerando Cosenza una realtà importante del panorama calcistico italiano. Nel valutare il lavoro svolto sulla rosa, ha sottolineato soprattutto l’aspetto umano e la coesione tra i calciatori, elementi che ritiene fondamentali per affrontare le difficoltà e costruire risultati positivi.
“Quando mi è stato proposto di sedere sulla poltrona del Cosenza, – ha dichiarato il ds – non ho esitato un attimo. Sapevo naturalmente delle difficoltà che ci sono, che c’erano e che vanno avanti da un po’ di tempo. Nel calcio, fortunatamente o sfortunatamente, si sa un po’ sempre tutto. Però come poter dire di no ad una piazza così importante, ad una città che vive di calcio”.
Sulla composizione della squadra e sul rapporto tra i giocatori, Lucioni ha evidenziato il valore del gruppo costruito durante la fase di riorganizzazione: “So di aver costruito una squadra di uomini, – ha precisato Lucioni – me lo dimostrano ogni giorno. Seppur con le difficoltà che non sto ad elencare, si è fatto tanto. Sono orgoglioso di loro, sono ragazzi uniti, quando segnano esultano insieme, si abbracciano, gioiscono, per me questa è la prima vittoria che da uomo di calcio volevo centrare. Sono sicuro che con il lavoro, come stiamo dimostrando, avremo tante soddisfazioni”.
Le partite a Crotone, i costi e il rapporto difficile con i tifosi
Un altro argomento affrontato durante l’intervista riguarda l’avvio del campionato lontano da Cosenza, con le partite casalinghe disputate a Crotone e a porte chiuse. Una situazione che, secondo Lucioni, ha comportato conseguenze rilevanti sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo organizzativo e delle energie impiegate dalla squadra. Il direttore sportivo ha sottolineato quanto sia diverso giocare nella propria città, dove il sostegno del pubblico contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza. Lucioni ha inoltre riconosciuto il clima di insoddisfazione che percepisce tra i sostenitori, pur ritenendo ancora forte il loro legame con la maglia rossoblù. Da qui la convinzione che il Cosenza rappresenti un patrimonio sportivo e identitario del territorio, da tutelare e valorizzare anche attraverso un rapporto più stretto tra squadra e tifoseria.
“Giocare in casa a Cosenza – secondo Lucioni – è tutt’altra cosa, dà senso di appartenenza. Aver iniziato il campionato a Crotone, con gare sempre a porte chiuse, ha comportato non solo un enorme dispendio economico, ma anche di energie. Quando sono in strada in città riscontro il dissapore tra i tifosi, però devo dire che l’attaccamento al valore della squadra c’è sempre. Nonostante tutto, io credo che sia un patrimonio per il territorio che va protetto e portato in maniera sana in giro per l’Italia”.
Il messaggio complessivo del direttore sportivo è quello di una società impegnata ad affrontare le difficoltà attraverso il lavoro quotidiano e la ricostruzione del gruppo. Lucioni ha voluto riconoscere l’impegno dei calciatori, ribadendo che “I ragazzi non hanno mai mollato”, e ha indicato nella continuità del lavoro e nel recupero del rapporto con la tifoseria due elementi importanti per il prosieguo della stagione. Il Cosenza si trova dunque in una fase nella quale la necessità di contenere i costi si accompagna all’obiettivo di mantenere competitiva la squadra, mentre resta centrale il tema del legame tra la società e una piazza che vive con particolare intensità le vicende rossoblù.
