Il Liceo Statale “T. Gullì” di Reggio Calabria tra i protagonisti di una ricerca nazionale sulla povertà alimentare degli adolescenti. L’istituto reggino è stato scelto per contribuire alla validazione di un nuovo strumento scientifico capace di misurare non soltanto le difficoltà economiche legate all’accesso al cibo, ma anche le conseguenze emotive e sociali che queste possono provocare nei ragazzi. Il contributo degli studenti è confluito nei risultati finali del progetto DisPARI, promosso dal Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano e da ActionAid Italia, con il supporto di Percorsi di Secondo Welfare e il sostegno di Fondazione Cariplo. La ricerca, già presentata a Milano, è stata raccolta nel volume “Povertà e benessere alimentare in adolescenza. Analisi, strumenti e interventi per il diritto al cibo”, pubblicato nel 2026 da Editoriale Scientifica e curato da Ilaria Madama, Franca Maino, Roberto Sensi, Elisa Bordin, Carlo Cafiero, Stefano Cantalini e Monica Palladino. Lo studio propone un cambiamento di prospettiva nell’analisi del fenomeno, invitando a superare il concetto di semplice sicurezza alimentare per concentrarsi sul più ampio diritto al benessere alimentare degli adolescenti.
Il contributo del Liceo Gullì di Reggio Calabria alla ricerca nazionale
Il coinvolgimento del Liceo delle Scienze Umane e Linguistico “T. Gullì”, oggi diretto dalla dirigente scolastica Eva R. M. Nicolò, ha rappresentato un passaggio importante nella fase di sperimentazione e validazione dello strumento di indagine elaborato dai ricercatori. L’istituto è stato individuato per estendere l’analisi al di fuori del contesto milanese e includere un territorio rappresentativo del Mezzogiorno d’Italia. Nell’aprile 2025, gli studenti delle classi quarte del plesso Marconi hanno partecipato al seminario “Cibo e diritti. Le conseguenze della povertà alimentare negli adolescenti in Italia”, durante il quale hanno avuto l’opportunità di confrontarsi direttamente con due degli autori della ricerca: Monica Palladino, ricercatrice di ActionAid, e Carlo Cafiero, economista e statistico senior della FAO. Successivamente, grazie al supporto dei docenti Luigi Di Dio e Teresa Tramontana, gli studenti hanno compilato il questionario predisposto attraverso Google Form, contribuendo alla raccolta dei dati necessari per verificare l’efficacia del nuovo strumento di misurazione. La fase di testing e validazione ha coinvolto complessivamente oltre mille studenti, consentendo ai ricercatori di analizzare il fenomeno in contesti territoriali differenti.
Cos’è il progetto DisPARI e come è nata la ricerca sulla povertà alimentare
Il progetto DisPARI, acronimo di “Disentangling inequality and food Poverty amongst Adolescents”, nasce dall’esigenza di comprendere in maniera più approfondita la relazione tra disuguaglianze economiche, accesso al cibo e benessere degli adolescenti. Il percorso di ricerca ha preso avvio nel 2022 con il lavoro di Monica Palladino e Roberto Sensi all’interno di ActionAid Italia, attraverso interviste rivolte a ragazzi tra gli 11 e i 16 anni nelle città di Milano e Siena. Questa prima fase qualitativa ha permesso di raccogliere testimonianze e individuare percezioni, difficoltà e segnali di malessere collegati alla disponibilità economica e alle abitudini alimentari. Nel 2024 il progetto è stato ampliato grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano, coinvolgendo anche i contesti urbani di Roma e Napoli. A partire dalle informazioni raccolte attraverso le interviste condotte da Monica Palladino, i ricercatori hanno elaborato un questionario strutturato, sviluppato sulla piattaforma Google Form, con l’obiettivo di misurare il fenomeno su una scala più ampia attraverso metodologie quantitative proprie delle scienze sociali. La successiva fase di validazione, alla quale ha partecipato il Liceo Gullì di Reggio Calabria, ha consentito di mettere alla prova lo strumento in contesti diversi da quelli inizialmente studiati.
La povertà alimentare non è soltanto fame: le rinunce che escludono gli adolescenti
Uno degli aspetti più significativi emersi dalla ricerca riguarda il modo in cui la povertà alimentare si manifesta durante l’adolescenza. Secondo gli autori dello studio, nell’Italia contemporanea questa condizione non coincide necessariamente con l’assenza assoluta di cibo, ma può assumere forme meno evidenti, legate alla limitazione della libertà di scelta e alla difficoltà di partecipare pienamente alla vita sociale. Per un ragazzo di quindici anni, ad esempio, non avere la possibilità economica di uscire a mangiare una pizza con gli amici può significare dover inventare una scusa per evitare l’incontro, mentre scegliere sempre il piatto meno costoso può diventare motivo di disagio. Anche osservare i propri genitori ridurre le porzioni o rinunciare ai pasti per ragioni economiche può provocare ansia, stress e senso di colpa. La ricerca mette quindi in evidenza come il rapporto con il cibo sia strettamente collegato alle relazioni sociali, alla dignità personale e alla possibilità di sentirsi parte di un gruppo. La povertà alimentare può trasformarsi così in una forma di esclusione sociale, con conseguenze che vanno oltre la dimensione nutrizionale e coinvolgono il benessere emotivo e psicologico degli adolescenti.
FoPED-A, il nuovo strumento per misurare il disagio emotivo legato al cibo
Per analizzare queste dimensioni meno visibili della povertà alimentare, i ricercatori hanno sviluppato la scala FoPED-A, “Food Poverty-related Emotional Distress for Adolescents”, uno strumento pensato per misurare il disagio emotivo degli adolescenti collegato alle difficoltà economiche nell’accesso al cibo. La scala si basa su modelli probabilistici di misurazione quantitativa, utilizzati per trasformare esperienze e percezioni individuali in informazioni analizzabili scientificamente. L’obiettivo è superare una valutazione fondata esclusivamente sulla quantità o sulla disponibilità degli alimenti, includendo anche gli aspetti non materiali che incidono sulla qualità della vita dei ragazzi. La partecipazione degli studenti del Liceo Gullì ha contribuito alla fase di testing e validazione delle domande, permettendo di verificarne l’applicabilità anche in un contesto scolastico del Sud Italia. Attraverso le risposte raccolte, i ricercatori hanno potuto ampliare il campione utilizzato per lo studio e rafforzare il percorso di costruzione dello strumento. Il lavoro svolto a Reggio Calabria si inserisce così in un progetto nazionale che punta a fornire nuove conoscenze scientifiche per comprendere e affrontare le conseguenze delle disuguaglianze alimentari tra i più giovani.
Dal diritto al cibo al benessere alimentare: le nuove prospettive per le politiche sociali
Il volume che raccoglie i risultati del progetto DisPARI propone infine una riflessione sulle politiche necessarie per contrastare la povertà alimentare in adolescenza. Secondo gli autori, la risposta al problema non può limitarsi alla distribuzione di aiuti alimentari o alla gestione delle situazioni di emergenza, ma deve comprendere interventi capaci di tutelare la dignità delle persone, ridurre lo stigma sociale e garantire condizioni di benessere più ampie. Il passaggio dalla semplice sicurezza alimentare al benessere alimentare significa infatti riconoscere che il diritto al cibo comprende anche la possibilità di scegliere cosa mangiare, come farlo e con chi condividere i pasti, senza subire discriminazioni o esclusioni legate alle condizioni economiche familiari. Da questa prospettiva nasce l’esigenza di sviluppare politiche integrate che coinvolgano il sistema educativo, i servizi sociali e le istituzioni, riconoscendo l’alimentazione come un diritto umano e di cittadinanza. Il contributo del Liceo Gullì di Reggio Calabria assume quindi un valore che va oltre la partecipazione a una singola indagine, inserendo gli studenti reggini in un percorso scientifico nazionale dedicato alla comprensione delle disuguaglianze e alla costruzione di strumenti utili per contrastarle.
Il volume “Povertà e benessere alimentare in adolescenza. Analisi, strumenti e interventi per il diritto al cibo”, pubblicato da Editoriale Scientifica nel 2026, è consultabile online in formato PDF e raccoglie i risultati del percorso di ricerca sviluppato attraverso la collaborazione tra università, organizzazioni del terzo settore e istituzioni scolastiche. Un lavoro che conferma l’importanza di ascoltare direttamente gli adolescenti per comprendere fenomeni sociali complessi e individuare risposte più efficaci alle loro esigenze.

