“Nei giorni scorsi si è celebrato il centesimo anniversario dall’inaugurazione della sede reggina della Banca d’Italia. Nel corso della cerimonia si è distribuito un volantino ricostruente la storia dell’edificio e dell’area in cui è stato edificato. Manca però un riferimento ad un episodio che potrei definire curioso e che fa parte di quella storia misconosciuta della nostra città, troppo spesso ignorata. Invece, a mio avviso, è questa l’occasione per reclamare per la nostra città un primato che in antico era ben noto: la prima piantumazione del platano in Europa“. È l’interessante affermazione fatta da Filippo Arillotta, docente e ricercatore reggino, che riporta alla luce un interessante pezzetto della storia di Reggio Calabria.
“Racconta Plinio il Vecchio nella sua monumentale ‘Naturalis Hstoria’, libro XII, cap. 3, par. 7, che il platano sarebbe stato importato in Occidente dall’Asia non perché utile per legna o frutti, ma semplicemente… per la sua ombra.
Recita il testo, infatti: ‘Ma chi giustamente non si meraviglierebbe che un albero fosse portato da un altro mondo solo per la sua ombra? Questo albero è il platano: introdotto dall’Oriente sull’isola di Diomede per fare ombra alla sua tomba, poi passò in Sicilia… Dionigi primo, tiranno di Sicilia, lo trasportò nella città di Reggio come meraviglia per la sua dimora, la quale si trovava dove è adesso il gymnasium…’.
Ed ecco che quindi veniamo a sapere che Dionigi il Vecchio di Siracusa, che aveva espugnato Reggio nel 389 a.C. dopo un lungo assedio, vi costruì una reggia per sé con tanto di ‘paradeiseion’ ovvero di giardino delle meraviglie sul modello persiano. E in questo giardino piantò, per la prima volta sul suolo europeo, un platano, per godere della sua ombra. Quindi Reggio ha un primato botanico attestato da Plinio e dalle sue fonti“, prosegue Arillotta.
Al platano è legata anche un’altra scoperta importante. “Ma la curiosità non finisce qui: infatti noi oggi possiamo dire dove si trovasse quella reggia così interessante: proprio nel sito oggi occupato dalla Banca d’Italia. – afferma il docente e ricercato reggino – Infatti, proprio durante gli scavi per le sue fondazioni, fu ritrovata una lapide chiamata ‘dei ginnasiarchi’ ovvero dei magistrati che sovrintendevano alle attività del ‘gymnasion’.
Ovviamente la lapide dei responsabili del Gymnasion, che erano peraltro importanti magistrati reggini, doveva essere dentro il Gymnasion stesso: ecco che perciò, sommando due più due, possiamo affermare che l’attuale sito della Banca d’Italia in antico era occupato dalla Reggia di Dionisio, contenente il primo platano d’Europa. A volte la storia ci riserva delle simpatiche sorprese; agli studiosi il compito di divulgarla, ai cittadini quello di farla propria e diffonderla“.
