Un momento di raccoglimento, memoria e vicinanza alle famiglie che hanno vissuto la perdita di un bambino. Anche quest’anno, in occasione della festività di Ognissanti del 1° novembre, il Kiwanis Club Reghion 2007 si è ritrovato presso il Cimitero di Condera, a Reggio Calabria, per celebrare la Giornata del Ricordo dei Bambini morti e mai nati. Una commemorazione che il sodalizio promuove ogni anno dal 2011, mantenendo viva l’attenzione verso un dolore spesso vissuto nel silenzio. La cerimonia è stata introdotta dal presidente del Club, Tiziana Suraci, che ha rivolto un pensiero ai piccoli scomparsi e alle loro famiglie, richiamando il valore della memoria, della sensibilità e del rispetto.
La commemorazione al Cimitero di Condera: fiori e raccoglimento
“A questi piccoli va oggi 1° novembre il nostro pensiero più tenero”, ha dichiarato Tiziana Suraci, sottolineando che “la loro vita, per quanto breve, ha un valore immenso e un posto nella storia delle loro famiglie. Il nostro impegno per i bambini si esprime anche attraverso l’ascolto, la sensibilità e il rispetto per chi ne custodisce l’assenza”. Durante la commemorazione, la presidente ha deposto un cuscino di fiori davanti alla lapide dedicata ai bambini, accompagnata dal Luogotenente Governatore della Divisione 10 Calabria Ultra, Anna Maria Reggio. Il gesto ha rappresentato il momento centrale della cerimonia, dedicato al ricordo delle piccole vite e alla vicinanza nei confronti di chi ne custodisce la memoria. Suraci ha quindi invitato i presenti a “un momento di raccoglimento per tutti questi bambini, ciascuno con la propria storia e il proprio posto nei nostri cuori”, ribadendo il significato umano dell’iniziativa.
Il Kiwanis Reghion 2007 rinnova il suo impegno per i bambini
Alla commemorazione hanno partecipato diversi rappresentanti del Club reggino, tra cui la vicepresidente Silvia Biancolini, l’immediata past presidente Raffaella Crucitti, il segretario e Luogotenente Governatore Anna Maria Reggio, il tesoriere Massimo Lupoi, i consiglieri Ivano Montalbano e Cristina Palazzolo e la nuova socia Romina Amante. La presenza dei soci ha confermato la continuità di un’iniziativa che, da quindici anni, accompagna la ricorrenza di Ognissanti con un momento dedicato ai bambini scomparsi e mai nati. Un appuntamento che si inserisce nella missione del Kiwanis, organizzazione impegnata nella tutela e nel benessere dell’infanzia.
La preghiera dedicata ai bambini mai nati e il messaggio di Giandomenico Sorice DeiMitiDieri
Un significato particolare è stato attribuito alla preghiera “Pro parvulis qui ante nativitatem obdormiverunt”, tradotta dall’aramaico dal professor cavalier Giandomenico Sorice DeiMitiDieri e donata alla presidente Tiziana Suraci. Il contributo ha arricchito la commemorazione con una riflessione sul dolore della perdita, sull’amore delle famiglie e sulla speranza. “Ho scritto queste parole in pochissimo tempo pensando ai bambini che non hanno mai avuto la possibilità di conoscere la luce del mondo, ma che non per questo sono meno presenti nel mistero della vita e nell’amore di coloro che li hanno attesi”, ha spiegato Sorice DeiMitiDieri.
Il professore ha descritto il significato del proprio contributo come un’espressione di sensibilità umana e spirituale, nata dal desiderio di dare voce a una sofferenza che spesso non trova spazio per essere raccontata. “È una riflessione che nasce da una profonda sensibilità umana e spirituale e che cerca di dare voce a un dolore spesso silenzioso, affidandolo alla speranza e alla misericordia di Dio”, ha aggiunto, evidenziando il legame tra il contenuto della preghiera e la missione del Kiwanis.
La scelta di condividere il testo durante la cerimonia è stata motivata proprio dall’attenzione che l’organizzazione dedica ai bambini e alle loro famiglie. “Ho ritenuto particolarmente significativo poterla condividere proprio in un’occasione promossa dal Kiwanis, un’organizzazione che pone la tutela e il benessere dei bambini al centro della propria missione”, ha precisato. Nel concludere la propria riflessione, Sorice DeiMitiDieri ha espresso l’auspicio che il messaggio possa continuare a suscitare attenzione anche dopo la giornata commemorativa. “Credo che vi siano parole che non si limitano a essere pronunciate, ma che chiedono di essere accolte, meditate e custodite nell’animo. Mi auguro che questa mia riflessione possa continuare a suscitare sensibilità e consapevolezza anche oltre il momento della commemorazione”.
