Nuove polemiche politiche a Messina sulle recenti nomine degli esperti del sindaco Federico Basile. A sollevare interrogativi sui criteri adottati dall’Amministrazione comunale è il capogruppo di Fratelli d’Italia, Libero Gioveni, che evidenzia come cinque dei sette esperti nominati siano stati candidati alle ultime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026. Un dato che, secondo il consigliere comunale, merita una riflessione sul rapporto tra competenze professionali, incarichi amministrativi ed equilibri politici all’interno di Palazzo Zanca.
Gioveni sulle nomine di Basile: “il Manuale Cencelli anche per gli esperti”
“A quanto pare, il sindaco Basile ha deciso di applicare il classico Manuale Cencelli anche nelle nomine dei suoi esperti. Dopo aver assistito alla distribuzione degli incarichi nei Consigli di amministrazione delle società partecipate, con ben 18 componenti nominati, adesso sembra che lo stesso metodo venga riproposto anche per le consulenze e le collaborazioni esterne”, afferma Gioveni. Il capogruppo di FdI richiama quindi l’attenzione sulla provenienza politica di alcuni dei professionisti scelti dal primo cittadino. “A sostenerlo non sono semplici impressioni, ma un dato che merita certamente una riflessione politica: dei sette esperti recentemente nominati dal sindaco, ben cinque risultano essere stati candidati alle ultime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026. Una coincidenza? Certamente sarà così, almeno formalmente! Ma politicamente qualche domanda è assolutamente legittima”, evidenzia.
Incarichi a tempo e prossime elezioni regionali: i dubbi di Fratelli d’Italia
Un altro elemento sul quale Gioveni concentra le proprie critiche riguarda la durata temporanea degli incarichi. Secondo il consigliere, la scelta di prevedere nomine a termine potrebbe avere anche una valenza politica, mantenendo aperta la possibilità di conferme o sostituzioni in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. “E poi c’è un altro particolare tutt’altro che secondario: la durata temporanea di questi incarichi! Perché, a questo punto, il quadro sembra piuttosto chiaro: assessori a tempo, componenti dei CdA delle partecipate a tempo ed esperti a tempo”, osserva. “Insomma, a Messina pare che nessuno possa sentirsi davvero tranquillo e che tutti debbano rimanere costantemente sull’attenti, evidentemente anche in funzione delle prossime scadenze elettorali regionali. Viene quasi da pensare che, più che affidare incarichi per un determinato periodo, si voglia mantenere una sorta di costante leva politica sulle persone nominate, attraverso la possibilità di confermare, prorogare o interrompere i rispettivi rapporti”. Per il rappresentante di Fratelli d’Italia, dunque, le scelte dell’Amministrazione potrebbero rispondere anche all’esigenza di mantenere determinati equilibri politici. “Il sospetto politico è che queste nomine non servano soltanto a individuare professionalità utili all’Amministrazione, ma anche a tenere in equilibrio una rete di rapporti e aspettative che guarda inevitabilmente ai prossimi appuntamenti elettorali”, sostiene Gioveni.
Messina, Gioveni chiede trasparenza sui criteri e sui risultati degli incarichi
Il capogruppo di FdI precisa di non voler mettere in discussione né la facoltà del sindaco di nominare esperti né le competenze professionali delle persone individuate. La richiesta riguarda piuttosto la trasparenza delle scelte amministrative e la possibilità per i cittadini di conoscere gli obiettivi e i risultati degli incarichi conferiti. “Naturalmente, non metto in discussione il diritto del sindaco di avvalersi di esperti, né tantomeno le professionalità dei singoli nominati. Ma ritengo che i cittadini abbiano il diritto di conoscere i criteri adottati, le ragioni delle scelte e, soprattutto, i risultati concreti che questi incarichi dovranno produrre. Perché, se il criterio è davvero quello delle competenze, lo si dimostri con obiettivi, trasparenza e risultati. Se invece il criterio prevalente dovesse essere quello degli equilibri politici, allora sarebbe più corretto dirlo apertamente”, aggiunge. Gioveni conclude la propria presa di posizione con una battuta rivolta all’Amministrazione Basile: “a Palazzo Zanca, insomma, il Manuale Cencelli sembra non andare mai in pensione. Cambiano soltanto le caselle da riempire e, naturalmente, la data di scadenza degli incarichi”.
