Quattro anni dopo la vicenda che lo aveva portato davanti alla giustizia, arriva l’assoluzione per un medico originario di Reggio Calabria, finito sotto processo per aver continuato a svolgere la propria attività durante la pandemia nonostante un provvedimento legato alla mancata vaccinazione contro il Covid-19. Il protagonista è Angelo Casciano, 59 anni, reggino di origine e medico di famiglia ad Aprilia, in provincia di Latina, nei confronti del quale il Tribunale ha pronunciato una sentenza favorevole, stabilendo che la condotta contestata non costituisce reato. La decisione è arrivata il 2 novembre 2026, al termine di una vicenda giudiziaria cominciata nel 2021, nel pieno dell’emergenza sanitaria. A chiedere l’assoluzione era stato lo stesso pubblico ministero, richiesta successivamente accolta dal giudice.
Medico originario di Reggio Calabria assolto: la decisione del Tribunale di Latina
È stata la giudice Elena Sofia Ciccone, del Tribunale di Latina, a mettere fine al procedimento penale che vedeva imputato il professionista calabrese. Casciano, assistito dall’avvocato Alessandro Scavolini, doveva rispondere dell’accusa di esercizio abusivo della professione medica, formulata in seguito agli accertamenti effettuati nel suo ambulatorio durante il periodo delle restrizioni sanitarie. La sentenza ha escluso la rilevanza penale della condotta contestata, con la formula dell’assoluzione perché il fatto non costituisce reato. Anche la pubblica accusa, al termine del dibattimento, aveva sostenuto questa conclusione.
Il caso scoppiato durante il Covid: le visite ai pazienti e il controllo dei Nas
Per comprendere l’origine della vicenda bisogna tornare al novembre 2021, quando per il personale sanitario erano in vigore specifiche disposizioni sull’obbligo vaccinale contro il coronavirus. Casciano, che esercitava come medico di medicina generale ad Aprilia, non si era sottoposto alla vaccinazione e aveva ricevuto un provvedimento amministrativo da parte dell’Asl di Latina. Il 18 novembre 2021 i Carabinieri del Nas si presentarono nel suo studio di via Paganini. Durante la verifica accertarono che il medico aveva continuato a ricevere pazienti e a svolgere attività professionale, compresa la compilazione di prescrizioni sanitarie, nonostante fosse già stato avviato il percorso amministrativo relativo alla sospensione. Da quell’accertamento scaturì la contestazione penale, che avrebbe accompagnato il professionista per gli anni successivi.
La difesa del medico reggino: la comunicazione dell’Asl e il ruolo dell’Ordine professionale
Uno degli aspetti centrali della controversia ha riguardato le modalità di comunicazione del provvedimento di sospensione. Nel corso del procedimento, Casciano ha sostenuto di non aver preso visione tempestivamente del messaggio di posta elettronica certificata inviato dall’azienda sanitaria e, pertanto, di non essere stato consapevole della comunicazione al momento del controllo. La difesa ha inoltre posto l’attenzione sulla posizione del medico rispetto all’Ordine dei Medici di Reggio Calabria, al quale risultava iscritto. Secondo la ricostruzione difensiva, la questione della sospensione professionale avrebbe dovuto essere valutata anche in relazione alle competenze dell’organismo ordinistico reggino. Questi elementi hanno fatto parte della controversia conclusasi con l’assoluzione. Le motivazioni complete della decisione consentiranno di conoscere nel dettaglio il ragionamento giuridico seguito dal Tribunale.
Dal provvedimento del 2021 al reintegro: quattro anni di vicende giudiziarie
La storia professionale di Angelo Casciano non si è fermata con gli accertamenti dei Nas. Già nel gennaio 2022, infatti, il medico era stato reintegrato dalla Asl di Latina, dopo aver ottenuto un’esenzione dalla vaccinazione e in seguito all’annullamento della sospensione da parte dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria. In quella fase gli era stata assegnata una diversa attività presso il servizio di continuità assistenziale a Sabaudia, compatibile con le disposizioni sanitarie allora vigenti. Il procedimento penale relativo ai fatti del novembre precedente è invece proseguito fino alla sentenza del 2 novembre 2026, arrivata a circa quattro anni dall’avvio della vicenda giudiziaria.
Medici No Vax e obbligo vaccinale: cosa cambia dopo l’assoluzione
La pronuncia del Tribunale di Latina rappresenta un passaggio importante nella vicenda personale e giudiziaria del medico originario di Reggio Calabria, ma non equivale a una dichiarazione generale di illegittimità dell’obbligo vaccinale introdotto durante la pandemia. Il processo riguardava infatti una precisa contestazione penale: stabilire se l’attività svolta dal professionista nelle circostanze accertate nel novembre 2021 integrasse il reato di esercizio abusivo della professione sanitaria. La conclusione raggiunta dal giudice è stata favorevole all’imputato, con l’esclusione della responsabilità penale per quel capo d’accusa.
La vicenda giudiziaria potrebbe non essere conclusa: un secondo procedimento
Nonostante l’assoluzione, la posizione giudiziaria di Casciano presenta un ulteriore elemento. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, il professionista risulta coinvolto anche in un altro procedimento davanti al Tribunale collegiale di Latina, riferito ai medesimi fatti del 2021, nel quale sono contestati l’esercizio abusivo della professione e l’accesso abusivo. La recente sentenza potrebbe assumere rilievo anche rispetto a quest’ultimo procedimento, alla luce del principio giuridico che vieta di essere giudicati nuovamente per uno stesso fatto nei casi previsti dalla legge. Sarà tuttavia l’autorità giudiziaria competente a valutare le conseguenze della prima assoluzione. Resta intanto il dato centrale della vicenda: Angelo Casciano, medico di 59 anni originario di Reggio Calabria, è stato assolto dal Tribunale di Latina dall’accusa di esercizio abusivo della professione relativa alle visite effettuate durante la pandemia.
